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LA CHIESA DI SAN GIACOMO

  

A Gerenzano esiste una chiesa campestre dedicata a San Giacomo. Ai tempi in cui fu costruita si trovava isolata nella distesa e uniforme campagna, ora è circondata su tre lati da bianche casette che le tolgono quella tranquillità e quel raccoglimento che doveva avere un tempo. Una delle case addossata alla chiesa in origine fu la casa del cappellano, poi casa colonica e ora abitazione privata. Si ritiene che quest’ultima dovesse fare parte di una struttura conventuale per la consistente struttura dei muri, del portico ad archi e delle colonne in pietra.

Da fonti di archivio risulta che la chiesa sorse per il lascito del signore Giacomo Fagnani, probabile proprietario del terreno della zona, ma non è stato possibile stabilire l’anno di costruzione, databile tra i secoli XV e XVI.

 L’edificio si articola in quattro volumi: il protiro, un’aula rettangolare di  10 x 6.5 metri (navata), un’altra aula più piccola di 3,70 x 2,50 metri disposta assialmente a questa (aula absidale) e il campanile di stile romanico - gotico.

La facciata presenta sul timpano delle colonnine di cotto con terminazione conica. Il protiro o pianta rettangolare è coperto da una volta ad ombrello divisa in otto spicchi, con lunette di raccordo. Era interamente ornata con eleganti decorazioni floreali: in seguito, a causa dell’umidità e di grossolani interventi, la decorazione è scomparsa.

La navata è voltata a vele e raccordata alle mura con lunette, copertura già impiegata nel protiro e che è ripresa nell’aula absidale. L’aula riceve luce da due finestre rettangolari e dall’occhio posto sopra l’ingresso. In origine presentava due piccole porte: l’una prospiciente la strada e l’altra verso il cortile. In epoca tarda quest’ultima porta è stata murata.

Una massiccia cancellata di ferro ottenuta da barre posta sotto l’arco separa la navata dall’aula absidale. L’abside è sopraelevata e una finestra rettangolare e 2 occhi posti nelle lunette danno luce alla cappella. Una piccola porta con arco a centro, ribassata, aperta in epoca non individuata, dà attraverso il vano del campanile in sacrestia. Gli otto triangoli sferici delle coperture absidali rappresentano oltre all’Eterno Padre nell’occhio i quatto evangelisti, Papi e Vescovi. Gli affreschi sono stati rovinati da una  intonacatura dovuta ad un intervento su delle fessure. Le superfici laterali della cappella rappresentano i Magi e l’Assunzione.

La parte frontale è invece arricchita da una pala del Cinquecento raffigurante la Madonna con il bambin Gesù, inquadrata in una preziosa cornice . Infine vi è una serie di affreschi rappresentanti i Profeti, l’Annunciazione, San Giacomo e San Lazzaro.

 

Componimento di Gianni Alberto, allievo delle medie nel 1988. Si noti nelle foto l''intonaco della chiesa, ancora l'originario.