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IL
SOSPIRATO PARCO DEL FONTANILE DI SAN GIACOMO
In questi giorni sereni e freddi ho fatto una passeggiata attraverso l'area
del fontanile partendo dalla Chiesa di San Giacomo fino al
Lazzaretto di Uboldo. E' una breve passeggiata corroborante tra alberi,
marcite e boschine che vi consiglio. Mi ha colpito sopra ogni cosa il profumo d'erba nella
marcita dell'ex lago Villani alla Cascina Girola. E' stato un miracolo per me, abituato agli scarichi
delle automobili in coda sull'autostrada che si trova a pochi centinaia di metri di
distanza, sentire lo stesso profumo d'erba degli alpeggi.
Tutta l'area del
Fontanile di San Giacomo nei comuni di Gerenzano e Uboldo è in costante
pericolo e non si sa fino a quando riusciremo a vederla così come è oggi. Nel prato retrostante la chiesa di San Giacomo (monumento nazionale) è
stato approvato un progetto di lottizzazione. Vedremo palazzine dove c'era
il cimitero dei Monaci Benedettini. Orrore annunciato che immancabilmente
verrà attuato dai soliti "difensori del mattone" nella
totale indifferenza della popolazione di Gerenzano. Proseguendo verso il fontanile
anche la statua della madonna, oggetto di tiro a segno da parte
dei nostri cari ragazzotti, si è dovuta ingabbiare. Comunque c'è una buona
notizia: ho notato che mediamente tutta l'area
del fontanile è più pulita rispetto a qualche anno fa e questo lo si deve ai
volontari della Protezione Civile e (forse) anche all'insistenza di Gerenzanoforum
e pochi altri che hanno sollevato per primi il problema dei rifiuti nei
boschi. In ogni caso non si deve abbassare la guardia, ci sono tanti di quei rifiuti ai
lati delle strade e dei cigli dei boschi da riempire
un camion a cadenza mensile.
Proseguiamo nella nostra passeggiata: Dopo il ponticello in prossimità della
ferrovia si svolta ad ovest sul sentiero detto "Strà Madonna" che porta
verso la Via per Uboldo. Questa, secondo il piano regolatore vigente, dovrà
diventare una tangenziale a quattro corsie, il troncone più demenziale della prossima tangenzialina di
Gerenzano. Passando
sul ponte della ferrovia si vede a destra in lontananza la Cascina Soccorso,
la casa del Bonacina, restauratore di mobili antichi, l'ex passaggio a livello
e la vecchia Osteria del Nineau oramai chiusa da una quarantina d'anni.
All'osteria si accedeva salendo alcuni gradini sberciati e attraverso una
porticina di legno che immetteva in un locale male illuminato e fumoso con
pochi tavolacci occupati da giocatori di briscola. La vecchia ostessa,
sempre vestita di scuro, era di solito appisolata vicino
alla finestra. Quando chiusero il
passaggio a livello l'osteria divenne bar e venne ricostruita poco più in là dalla
figlia
della vecchia ostessa.
Sulla sinistra si vede la stalla del Ceriani, rimasta tale e
quale me la ricordavo da bambino. Ci sono stati pochissimi cambiamenti in
questo tratto del fontanile, a parte la nuova rotonda e la pista ciclabile di
Uboldo. C'era già anche l'orribile capannone del Pollastri che forse è stato
il primo colpo inferto al fragile ecosistema del luogo. La depressione che
si vede tra la cascina Girola e la pista ciclabile è l'ex lago Villani. C'è
ancora una vecchia chiusa abbandonata che una volta serviva ad allagare la
zona. Il terreno di quest'area è sistemato a marcita ed è incredibilmente
profumata.
Più a sud incomincia l'area del Lazzaretto di Uboldo; Devo confessarvi che ho
frequentato poco quella zona e sono rimasto negativamente impressionato da
due capannoni, uno di questi addirittura a ridosso del ruscello e dalle
villette a schiera di recentissima costruzione che soffocano la
cappella del Lazzaretto. Non che i Gerenzanesi siano da meno, abbiamo costruito
recentemente interi quartieri di villette a schiera a ridosso del fontanile
e capannoni industriali a non finire a meno di 100 metri dalla sorgente.
A Gerenzano esiste il PLIS (Parco di
Interesse Sovracomunale) ad Uboldo l'area sembrerebbe protetta, ma mi rendo
conto che senza la volontà di rendere veramente effettivi questi strumenti
con un coordinamento dei due comuni
tutta l'area è sempre ed inesorabilmente sotto la spada di Damocle dei
nostri "difensori del mattone", non importa di che comune siano.
QUANDO FINALMENTE CI RENDEREMO CONTO CHE TUTTA L'AREA E' L'ULTIMO BALUARDO
ALL'INNURBAMENTO SELVAGGIO DELLA NOSTRA ZONA? QUANDO IL PARCO SARA'
TRADOTTO DALLA CARTA IN REALTA'?
Pierangelo Gianni
Gerenzano 2 Gennaio 2008
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