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CAMINI
E STUFE A LEGNA, SONO ECOLOGICI?
Dati della Regione Lombardia mostrano che il
consumo di legna per il riscaldamento domestico è in forte crescita, e lo si
sente annusando l’aria anche di Gerenzano, complice l'aumento altrettanto
marcato del prezzo dei combustibili fossili tradizionali. Valutazioni
cautelative individuano in Lombardia consumi per oltre 3,1 milioni di
tonnellate per il solo riscaldamento domestico, cui aggiungere almeno 300
mila altre tonnellate delle attività produttive (regolari); esiste poi
un'ampia frangia di consumo non censito e non autorizzato. L'uso della legna
non è legato alle sole zone di montagna, come spesso creduto: è ampliamente
diffuso anche nelle zone di pianura, dove predomina l'edilizia residenziale
distribuita (villette ed edifici bassi, con camini).
La legna non è un combustibile ecologico, dal
punto di vista delle emissioni, se bruciata malamente come avviene nei
caminetti aperti e nelle diffusissime stufe tradizionali: emette enormi
quantità di polveri sottili (PM10) che, ricche di frazioni incombuste, sono
fortemente dannose alla salute. I fattori di emissione della legna sono
dieci-venti volte peggiori, per le sole polveri, di quelli dell'olio
combustibile o cento volte di quelli del gasolio, la cui azione inquinante è
nota. Ben il 28% delle polveri sottili nell'aria sono causate dal consumo
della legna da ardere.
Dovrebbe essere nell’interesse di tutti
ammodernare i vecchi impianti (camini e stufe) utilizzati per ardere la
legna nel corso dell’inverno nei Comuni delle zone critiche e in quelli con
altitudine uguale o inferiore a 300 m (come la nostra). In particolare, non
dovrebbe essere consentito l’utilizzo delle biomasse legnose in questi
impianti: camini aperti; camini chiusi, stufe e qualunque altro tipo di
apparecchio che non garantisca un rendimento energetico adeguato (maggiore
al 63%) e basse emissioni di carbonio (minore a O,5). La maggior parte
degli impianti realizzati e messi in commercio prima del 1990 non sono in
grado di rispettare i valori di rendimento energetico ottimali.
Solo gli impianti di maggiori dimensioni,
tipicamente aziendali, sono oggi dotati di adeguati sistemi di filtraggio e
di abbattimento delle polveri, quando vengono usate legna e biomasse: in
queste condizioni, l'impiego di questo combustibile è ben compatibile con
l'ambiente e la salute; il Lombardia, ad esempio in Valtellina, esistono
degli ottimi impianti alimentati a biomassa, connessi a reti di
teleriscaldamento, del tutto sani.
GPA
3 Dicembre 2007
Buon giorno Pierangelo, leggevo questa mattina ciò
che scrivi sui combustibili e sull'utilizzo della legna nelle case, nei
camini; e sono d'accordo con te. Aggiungo una considerazione: da quando v'è
l'obbligo di differenziare, sembra essere divenuta comoda abitudine bruciare
tutto. Quindi ecco comparire delle fumate nere dai camini delle case nel
centro del paese ed essere costretti a respirare puzza di plastica e chissà
cos'altro. Nei fine settimana, quando tutti quelli che hanno dei camini
s'improvvisano smaltitori di rifiuti, diviene quasi impossibile camminare
per la via del centro, o, peggio, poter aprire una finestra. Tempo addietro
avevo deciso di vivere in un paese di campagna per tutte quelle ragioni che
ricordano i "racconti della nonna". Oggi ho deciso di infilarmi in città,
così, fra i tanti altri motivi e vantaggi, non respirerò più la plastica
bruciata.
Marco (abita in un paese piemontese)
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