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LE SCARPE DEI NONNI
Classe 1922, fotografia fatta quasi ottant’anni
fa a dei ragazzi di 8 – 9 anni. Ho isolato dalla foto un ragazzo ed una
ragazza, per poterne analizzare i vestiti ed i caratteri. Giacchetta scura
attillata, per non dire stretta, abbondanti pantaloni al ginocchio, calzettoni e
scarponcini per lui; vestitino scuro col colletto bianco, calzettoni e
scarpette alla “ballerina” per lei. Gli indumenti sono sgualciti e le scarpe
infangate, segno che non c’era molto il culto di mandare in giro i bambini
impeccabili come ora. Allora i ragazzi saltavano i fossi e le scarpe
calcavano strade sterrate e fangose. Il taglio dei capelli è uguale per i
due generi, corto e “sfalciato”, non certamente fatto da un barbiere
professionista. Guardateli con attenzione, non vi sembrano ragazzi molto
diversi dai nostri del terzo millennio? I vestiti sono demodè ma i volti
sono paffutelli e molto “moderni”. Mi sembrano ragazzi ben nutriti, magari a
polenta e latte, ma non mi danno l’impressione di essere macilenti e tristi.
Se debbo essere sincero, così sull’attenti e con lo sguardo che guarda
lontano, mi sembrano tosti e determinati. Negli occhi di questi due ragazzi
non si intuisce la tragedia che li avrebbe travolti pochi anni dopo.
Nell’anno 1930, quando molto probabilmente venne fatta questa foto, c’era il
fascismo e l’Italia iniziava ad armarsi ed ad attrezzarsi per una
eventuale aggressione dalla Francia. Poi sappiamo come andò a finire. Questi
ragazzi l’ 8 settembre ’43, quando Badoglio dichiarò la resa del governo italiano alle
forze armate delle Nazioni Unite ed iniziò la Resistenza, avevano 19 anni,
età giusta per innamorarsi, invece vennero costretti ad arruolarsi nella
Repubblica di Salò o fuggirono in montagna come partigiani. Gli stessi
ragazzi vennero fotografati all'asilo, dunque nel 1926 e
nel 1956 (foto di Obi Wan), circa 25 anni dopo. La bufera della seconda
guerra mondiale era passata ed iniziava il boom economico italiano. Sembra
sia passato un secolo tra la prima e l'ultima foto, tanto sono diversi i
soggetti.
Pierangelo Gianni
Gennaio 2008
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