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Gli anni della Congregazione di Carità

In www.ebay,it, noto sito internet di commercio elettronico ho trovato un pezzettino della nostra storia: si tratta di un decreto del Regno d’Italia del 26 dicembre 1891 che trasferisce le Istituzioni di beneficenza Crivelli e Garavaglia nella Congregazione di Carità di Gerenzano. La firma è di Umberto Primo “per grazia di Dio e per volontà della nazione RE D’ITALIA”.

Lo stesso Re aveva firmato tre anni prima, nel 1888 la fondazione della Congregazione di Carità di Gerenzano.

Don Luigi Garavaglia fu parroco a Gerenzano e morì nel 1846, Crivelli molto probabilmente era un ricco possidente o un chierico della parrocchia (I nobili Crivelli  erano i feudatari di Uboldo).

Le vicende della Congregazione di Carità di Gerenzano in quegli anni erano molto travagliate. I suoi membri erano spesso in contrapposizione con l'amministrazione comunale ed il loro presidente marchese Pietro Clerici. Si potrebbe dire ora che al suo interno serpeggiassero idee socialiste, forse appoggiate dallo stesso parroco o dal coadiutore.
Erano gli anni della scoperta della coscienza sociale. 

      
   Il Re Umberto I                    Papa Leone XIII

Nel 1891, anno del decreto, iniziano le dimostrazioni di protesta, legate alla forte disoccupazione, agli aumenti del costo della vita e soprattutto si contestano gli alti costi della guerra coloniale. Il governo reagisce con pugno di ferro, ma nello stesso tempo tenta di alleviare le difficoltà dei più deboli riordinando ed aiutando le istituzioni caritatevoli religiose che stanno traballando sotto l'aumento del costo della vita e  della svalutazione. Una primitiva forma di cooperazione tra Stato e Chiesa dopo anni di sdegnata indifferenza reciproca .
Nel 1981 Papa Leone XIII, con l'enciclica Rerum Novarum, "apre" ai cattolici uno spiraglio per   intervenire nelle questioni

economiche e sociali che  nel paese stanno esplodendo; dai banchi del Parlamento sino all'ultimo villaggio.
Il Papa ha la consapevolezza che, se la Chiesa avesse  continuato a tenere un atteggiamento distaccato verso i problemi sociali, le masse popolari sarebbero state totalmente in balia del Partito Socialista, con grave danno per la Chiesa stessa.

Sotto questa chiave bisognerebbe leggere questo Regio Decreto: un tentativo congiunto Chiesa e Stato per arginare la protesta della gente. Dieci anni dopo, nel 1901,  anche a Gerenzano ci furono delle sommosse organizzate dalle donne del paese (erano in 100!) esasperate dalla perdita dei loro diritti a causa di cattiva gestione dei fondi Fagnani.

Anche oggi l'asilo delle "suore", fondato nel 1894 con il lascito dell'ing. Carlo Berra, amministratore del Marchese Fagnani, è in una fase di transizione molto delicata. Mi auguro che l'asilo sopravviva come eredità per tutti i Gerenzanesi, anzi si rafforzi la collaborazione tra Comune e Parrocchia, sulle orme di quello che hanno fatto i nostri nonni.

Pierangelo Gianni  (Gerenzano, 8 Aprile 2007)

 

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