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Una storia di stenti, dignitosa povertà e combattività delle nostre nonne.
Meriterebbero che una piazza di Gerenzano fosse dedicata al loro coraggio.
Le due lettere e l'incartamento che si trovano in biblioteca provano storicamente le informazioni che Don Banfi riporta nel suo manoscritto.
Scrive Don Banfi:
Opera Pia “Fagnani marchese Federico”.
Trae origini dal testamento 7 Febbraio e 24 Marzo 1838 in atti del notaio Dott. Giuseppe Alberti. Già amministrata dal proprietario del fondo Fagnani,
indi concentrata nella Congregazione di Carità col Regio Decreto 6 Dicembre 1891.
Scopo - Erogare annualmente tre doti di L. 40 cadauna a nubende povere di buoni costumi, domiciliate da almeno cinque anni nel comune di Gerenzano;
distribuire un terzo della rendita residua in sussidi elemosinari come alle precedenti Opere Pie; distribuire la rendita residua, in sussidi elemosinieri in generi o in denaro a domicilio, di importo indeterminato e senza obbligo di continuità, a donne in occasione del
parto e in conseguenza di esso, per malattie sopraggiunte e per impossibilità di allattamento purché di Gerenzano, domiciliati da almeno cinque anni, con preferenza a quelle che allatteranno, potendolo, la propria prole. In caso di disponibilità di mezzi, possono esere
concessi sussidi per allattamento; ove la madre sia ciò impossibilitata o siasi resa defunta, per allattamento di bambini di genitori poveri. Per l'assegnazione delle doti è chiamato a far parte della Congregazione di Carità un rappresentante della della Curia
Arcivescovile di Milano, Rendita annua lorda L. 2158 (La beneficienza e l'assistenza sociale nella Provincia di Mlilano, pag. 737). Anche questa rendita una volta sufficiente a varie elemosine, oggi è scarsa in proporzione dei bisogni della
popolazione. Da altri atti conservati nell'Archivio Storico Civico di Milano (Località foresi, Cartella 841) apprendiamo a questo proposito ciò che segue (intorno all'anno 1886):
“Essendo l'Opera Pia “Marchese Fagnani” in difficili condizioni finanziarie per le crisi sopravvenute, ed essendo per questo diminuite le possibilità di
beneficenza, la Congregazione ritenne necessario di assumere un mutuo e di ridurre i Legati”.
Questo fatto irritò la popolazione che con una dimostrazione ostilissima manifestò il proprio rancore contro tutta la Congregazione escluso il Prevosto.
Altri documenti nello stesso Archivio precisiano:
“In origine il testatore aveva lasciato i suoi beni ai Gesuiti, poi passarono alla Corona e al Demanio, in seguito al banchiere Veill -
Weiss che li cedette al sig. Conti. II frutto doveva andare a beneficio dei vecchi, degli storpi, dei gobbi e dei ciechi del paese, più una libbra di pane bianco ed una di buona carne alle puerpere povere del paese per trenta giorni. Avendo la Congregazione in
diminuzione le rendite, mise in atto il progetto di economia consegnando a una puerpera un buono di dieci libbre invece di trenta. Di lì la sommossa".
Veniamo ad un'altra Opera Pia esistente in Gerenzano che pure fu tanto benemerita in opere di carità, e pietà, e le cui direttive
fondamentali si uniformarono per gran parte a quelle della testé citata Opera Pia Fagnani.
Opera Pìa Garavaglia sac. Luigi
Fondata con testamento 17 Giugno 1846, pubblicato nella Pretura di Saronno il 20 Marzo 1846. Già amministrata da Parroco pro tempore, fu concentrata nella
Congregazione di Carità col R. Decreto 6 Dicembre 1891.
Scopo: Erogare annualmente due doti di L. 40 ciascuna a povere nubende di buoni costumi domiciliate da oltre cinque anni in Gerenzano distribuire annualmente
il resto della rendita disponibile in sussidi elemosinieri in generi e in denaro, a domicilio, d’importo variabile e senza obbligo di continuità, a vecchi d’ambo i sessi, inabili al lavoro, preferibilmente se infermi o privi dalla vista, di un braccio o di una gamba e
dell'uso di tali membra, o in caso di grave malattia, anche d'individui abili al lavoro o di qualunque età, purché gli uni e gli altri siano poveri o domiciliati nel comune di Gerenzano da almeno cinque anni. La rendita oggi è di sole L. 220 inferiore a quella che era
disponibile in altri tempi, e soprattutto, per la notevole svalutazione del denaro, è insufficiente a lenire miserie e a dare un aiuto di qualche consistenza ai poveri bisognosi.
Asilo Infantile Berra
Fu istituito nel 1894 in seguito al legato disposto da Carlo Berra con un suo testamento olografo 4 Ottobre 1856 depositato negli
atti del notaio Carlo Tagliabue residente in Como con istrumento 24 Febbraio 1870. Fu eretto in Ente morale con R. Decreto 7 Aprile 1895. E’ amministrato da un consiglio di tre membri nominati dal Comune. Ha un patrimonio otre il fabbricato,
di L. 14.000.
Si ringrazia la biblioteca comunale di Gerenzano per la preziosa informazione e per l'attenzione e amore con cui conserva i documenti della
nostra storia.
P.A. Gianni Nota di Gerenzanoforum:
Si cerca un volontario che voglia trascrivere i manoscritti della Congregazione di Carita' di Gerenzano ubicati in biblioteca (sono circa 30 pagine scritte a mano). La loro interpretazione potrebbe
completare il quadro della vicenda.
Scrivete a postmaster@gerenzanoforum.it
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