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L'AQUILOTTO CLERICI
(Una ricompensa
al valor militare)
Prosegue con questo capitolo la storia di Gianpiero Clerici, eroe
dimenticato. Negli archivio di Stato di Via Senato a Milano ho trovato delle
vecchie carte che parlano di lui e, ricostruendo i diversi eventi della sua
vita, si potrebbe scrivere un romanzo di avventure.
Saltiamo l'infanzia e l'adolescenza che Gianpiero passo' tra Gerenzano e
Milano dove studio' al Liceo Manzoni riportando ottimi voti. Adorato dai
genitori per la sua indole spavalda ed esuberante, degna di un giovane
rampollo della nobilta' lombarda, si iscrisse ad ingegneria al Politecnico
di Milano quando scoppio' la prima guerra mondiale. Entro' in aviazione e
gli venne assegnato il comando di un bombardiere Caproni.
Vi riporto integralmente il
rapporto per la sua ricompensa al Valor Militare, perche' possiate capire di
che stoffa era fatto.
COMANDO 3^ GRUPPO
AEROPLANI
Rapporto circa proposta
di ricompensa al Valor Militare al sottotenente Clerici Sig. Gianpiero
Nell'inoltrare proposta
di ricompensa al valore per il S:Tenente CLERICI Sig. Giampiro, lo scrivente
espone i fatti che detta proposta motivano.
Il Sottotenente CLERICI
fa parte della 9a Squadriglia (Caproni) dal Maggio del corrente anno. Lo
stesso giorno del suo arrivo in zona di guerra urgenti necessita' guerresche
imposero il bombardamento della stazione ferroviaria di Calliano (Val
Lagarina) verso le ultime ore del giorno.
L'azione era resa
particolarmente difficile e pericolosa per le orribili condizioni
atmosferiche. La zona era coperta di dense nubi temporalesche e tutto faceva
prevedere che presto si sarebbe scatenato il temporale. Questo giovine
Ufficiale, non ostante fosse appena giunto alla squadriglia e quindi ancora
non pratico della difficile ed aspra zona montuosa volle prendere parte
all'azione, che porto' a compimento. Gli apparecchi partirono quando
cominciava a cadere la pioggia e rientrarono quando il giorno era gia'
caduto.
Il S. Tenente CLERICI
rivelo' in questa circostanza eccezionali doti sia di abilita' nella
condotta dell'apparecchio, sia di saldezza d'animo e di energia; da quel
giorno egli venne sempre confermando brillantemente queste sue qualita',
dimostrando in ogni circostanza fermezza di propositi, sentimento altissimo
del dovere, sprezzo severo del pericolo ed entusiasmo cosi' sincero; cosi'
profondo; cosi' santamente materiato di amore al proprio paese, di
attaccamento alle recenti e pur gloriose tradizioni dell'aviazione, da
render particolarmente simpatica ed amata la sua esuberante e fiorente
giovinezza.
Ha eseguito 15
bombardamenti (in molti dei quali offertosi spontaneamente) nella difficile
zona del Trentino, aggerendo con bella tenacia le alte posizioni nemiche,
anche quando l'apparecchio non riusciva ad innalzarsi ad una quota
sufficiente.
Egli e' percio' quasi
sempre ritornato con l'apparecchio piu' volte colpito dal tiro nemico,
alcune volte gravemente danneggiato; il giorno 20 Giugno 1916, dopo il
bombardamento del campo d'aviazione nemico di Pergine (Cire') ritornava con
34 fori di proiettile nell'apparecchio.
E' uno di quei piloti
che, una volta partiti, non tornano indietro senza aver compiuto il mandato
a loro affidato, lo scrivente fa sempre speciale assegnamento su di lui ogni
qualvolta vi e' un impresa difficile ed arrischiata da compiere che
anzi spesso deve intervenire con la sua azione moderatrice per contenere
l'entusiasmo a volte eccessivo, ma sempre ammirevole.
Nell'azione offensiva
delle nostre truppe sul Col Santo prese parte ai bombardamenti eseguiti su
quella alta ed alpestre regione; il 9 Ottobre, incaricato ancora di eseguire
sulle ultime ore del giorno il bombardamento delle riserve nemiche lungo la
val Zuccaria (regione Col Santo) non ostante il cattivo funzionamento di uno
dei motori e conseguente impossibilita' di raggiungere una quota
sufficientemente elevata, s'internava risolutamente sulle linee nemiche
eseguendo a quota di soli 2700 metri il bombardamento della localita' in
quella zona che raggiunge e supera in alcuni punti, l'atitudine di 2000
metri sul livello del mare.
Quanto sopra dimostra il
coraggio a tutta prova di questo giovane ufficiale, il suo fermo e cosciente
ardire, l'alto spirito di sacrificio e di abnegazione per il quale questo
comando lo propone per la Medaglia di Argento al Valor Militare
2 DICEMBRE 1916
IL MAGGIORE COMANDANTE
III^ GRUPPO AEROPLANI fto. LA POLA
Un secondo documento che
parla di lui e ne illustra il carattere e' un articolo del giornale "Nel
Cielo" datato 10 Marzo 1919 dal titolo "Il principe Ignazio di Trabia e il
marchese Gianpiero Clerici - due mirabili carriere di battaglie e di eroismi".
Anche in questo caso vi
riporto uno stralcio dell'articolo:
"Un gran biplano
scendeva dall'alto; giunto a circa 500 metri da terra si mise a compiere
girovolte e cabrate, scivolate e spirali che che rivelavano nel pilota che
compiva quelle manovre si' difficili, singolare perizia di guida e coraggio
a tutta prova.
La giosta del "Caproni"
duro' una decina di minuti, mentre altri falchi tricolori - ma questi piu'
piccoli e con una coda sola - s'erano levati a volo dal campo ed erano
saliti su diritti come freccie, a tenere compagnia al fratello piu' grande e
con lui darsi ad una pazza sarabanda di sbalzi e di avvitamenti, offrendo
alle truppe, ai generali e ai due borghesi ch'erano a terra un
indimenticabile spettacolo.
Nei momenti in cui il "Caproni"
si piegava su un fianco, si vedeva sulla sua fusoliera il distintivo della
squadriglia alla quale apparteneva: tre larghe margherite.
Ero vicino al principe
Trabia; additandogli in alto il gran biplano gli chiesi:
-Chi e' il pilota?
-Clerici - rispose.
Clerici, non lo
conoscevo. Sapevo soltanto che qualche settimana prima aveva fatto parte
della spedizione del Cattaro e che era stato su Pola, di notte, quattro o
cinque volte per gli ultimi bombardamenti.
Qualche giorno dopo mi
si parlo' piu' a lungo di lui, a Udine. Clerici formo' l'oggetto di una
conversazione con un bombardiere di Campoformio: conversazione breve,
rapida, ma della quale appresi e ritenni a memoria molte cose utili.
- Clerici? Un aquilotto
come ve ne sono pochi. E voi sapete di quale stoffa siano i nostri
bombardieri. Degno del suo omonimo che fu nella seconda squadriglia e che
ando' pel primo a gettare confetti su Lubiana nei giorni in cui non si
credeva nell'aviazione (omissis).
-E' Decorato?
- Si', due medaglie. Il
"bronzino" per Cattaro e una d'argento....."
Poi la storia da
spensierata, eroica e sbarazzina diventa tragica con il suo abbattimento a
Flumignano del Friuli nei giorni tristi della disfatta di Caperetto. Ci sono
dei lati oscuri della storia che non vennero mai chiariti definitivamente e
che furono l'oggetto di ricerche dolorose prolungatesi per anni.
Ma questa parte ve la
raccontero' la prossima volta.
P.A
Gianni
Un particolare del
ritratto di Gianpiero Clerici che si trova alla scuola elementare
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