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Il Quadro di San Carlo
Una vecchia ricevuta nelle carte dei Marchesi Fagnani ci permette di ripercorrere un periodo epocale per Gerenzano e la diocesi
milanese: la controriforma e le visite pastorali di San Carlo.
La ricevuta datata 1773, 19 Ottobre:
Ho ricevuto io ...dal Sig. Franco Belinzaghi lire
quattrocentoundeci dico 411 a conto delle mie prestrazioni fatte, e da farsi in qualita' di pittore alla cappella di San Carlo nella chiesa di Geranzano ed aggiustatura de quadri di S. Carlo e S. Giacomo,
in fede,
Francesco Conneliano
Il quadro di San Carlo si trova nella nostra chiesa parrocchiale e dovrebbe essere stato dipinto da
un
Lampugnani, pittori legnanesi vissuti all'inizio del 1600, dunque pochi anni dopo la morte di San Carlo avvenuta nel 1584.
Le visite di San Carlo a Gerenzano sono descritte magistralmente da Don Banfi nel suo bel manoscritto dal quale si estraggono alcuni passi per riassumere i 25
anni che hanno cambiato il volto della parrocchia di Gerenzano.
"Nel 1567 San Carlo visitò la nostra parrocchia: trovò miseria, quasi abbandonata, cadente la canonica, freddo ed
ignorante il popolo; indifferente di fronte alla fede.
Il santo cardinale visitò tutto minuziosamente, volle essere informato di ogni cosa, e riformò radicalmente la canonica, risollevò il prestigio della
religione, volle che i ragazzi fossero tolti dalla strada e riuniti in congregazione della “Dottrina Cristiana” affinché in buona compagnia e sotto saggia guida trascorressero ore di riposo, formandosi uno spirito ed una coscienza cattolica, ed apprendendo i primi
elementi della nostra fede. Come è noto, la Dottrina Cristiana, fondata nei primi del ‘500 a Milano dal piissimo prete Castellino da castello, aveva poi languito per scarsità di “buoni operai nella vigna del Signore”; verso la metà del secolo era stata ripresa e
ampiamente diffusa dai Barnabiti, il nuovo ordine religioso sorto per combattere le eresie e la riforma protestante, e per rinvigorire la fede nei cuori ed istruire i giovani e il popolo nelle cose sante.
San Carlo, fondata a Gerenzano la “Dottrina Cristiana” per i fanciulli e giovanotti, volle anche pensare agli adulti, ed istituì la “Confraternita del
Santissimo” per il loro perfezionamento morale e spirituale."
"Un salutare risveglio di spirito religioso si verificò ben presto, dopo la visita di San Carlo: nel 1570 su settecento abitanti
del paese , v’erano 418 che si accostavano alla Mensa Eucaristica (anime comunicatium sunt 418 – dice un atto dell’Arch. Spir. XVIII); percentuale notevole, se si tien conto dei fanciulli, degli infermi e di quanti per altri motivi non potevano comunicarsi. La
visita del 1570, dalla quale apprendiamo queste notizie, c’informa altresì che nei giorni festivi si insegnava la Dottrina Cristiana a giovani ed adulti; si cantavano solennemente i Vespri e si celebravano le altre sacre funzioni, con
folto consenso di popolo.
La chiesa dei SS. Pietro e Paolo, aveva quattro navate, la maggiore aveva il tetto di legno – probabilmente a cassettoni ornati – l’altra, verso mezzodì e
le due dell’altro lato a settentrione, erano più semplicemente coperte d’assi e tegole. Due porte si aprivano sulla facciata , verso occidente, e un’altra a settentrione."
il 1574 è l’anno di una nuova visita di S. Carlo.
L’arcivescovo trova migliorato lo stato della chiesa e delle cappelle, si compiace per lo spirito di pietà del popolo e per il fervore religioso, si
rileva i “voti a consuetudini” dei parrocchiani: “di andar un giorno ogni anno processionalmente intorno alla campagna di Gerenzano con il cilostrio del passio acceso”
Il pastore vede con soddisfazione i buoni risultati della scuola dedicata al Corpus Domini… e dice: gli scolari della scuola del Corpus Domini procurino
che si entri in questa scuola più numeri di uomini et di donne che sia possibile, et quelli che già sono entrati o che entreranno, attendino all’osservanza delle regole d’esse quale del Corpus Domini, massime nel comunicarsi ogni mese; e che procuri il curato con
diligenza eccitandoli a questo et con pubblicargli ogni volta ce ci faranno le processioni di ogni mese del Corpus Domini, le molte indulgenze concesse ai scolari di questa compagnia.
Ed eccoci in breve volger d’anni, a due nuove visite, le ultime del vescovato glorioso e benedette da S. Carlo. Il 5 agosto 1579 ebbe luogo
l’altra, solenne visita pastorale, i cui documenti a noi interessano, oltre che per, certe notizie, per il disegno molto importante della chiesa qual’era allora.
La pisside era “satis ampla et dicenter decurata cum cuppa argentis” il tabernacolo gestatorio era vecchio e non conforme, con veli non adatti; così il
tabernacolo grande quadrangolare, in legno, non era sufficientemente decoroso ed ornato, sebbene internamente rivestito di drappo rosso seteo.
Conforta invece il veder sempre accesa, mantenuta dagli scolari della “Schola Corpis Crisi” la lampada innanzi all’altar maggiore, al SS. Sacramento. Il
battistero è di marmo, di bella farina; l’altar maggiore è consacrato, sorge entro il vano della cappella, su due gradini di pietra e uno di legno, ha la mensa di legno con una pietra consacrata rituale; è sormontata da un’icona con immagine del Crocifisso e di vari
santi, è ben dipinta; non v’è croce sull’altare, ma sei candelabri d’oricalco.
L’ultima visita di S. Carlo ebbe luogo nel 1583, l’anno precedente alla sua morte.
Già stanco, macerato da una vita di penitenza, logorato in età ancor giovane dalle fatiche troppo superiori alle sue forze, il buon pastore dedicava le
sue ultime energie alla cura ardente, assidua indefessa del suo gregge diletto. E anche Gerenzano ebbe una parte di queste ultime preziose attività.
Possiamo dire, che da quel tempo data la piena rinascita spirituale della nostra parrocchia, ed anche l’inizio dei lavori per l’abbellimento, la maggior
cura e il maggior rispetto della casa di Dio.
Invita il preposito a risiedere sempre in parrocchia, a celebrare quotidianamente, a far le pause nel canto corale, a non leggere troppo rapidamente i
passi del vangelo, a distribuire ai poveri del luogo, ogni anno 24 moggia di “misura”.
Ordina infine la demolizione della vetusta, cadente cappella di San Vittore e dell’altra chiesetta fuori del paese, ormai diruta di S. Martino; il
materiale di demolizione venga utilizzato per le opere di restauro della chiesa parrocchiale e delle case dei cappellani; nella chiesa campestre di S. Antonio non si celebri.
Così si chiude il lungo verbale della visita del 1583, il più esteso e diffuso di quanti avevano esaminati, ultimo documento del grande amore e delle
molte cure che San Carlo si prese per la nostra diletta borgata alla vigilia della morte che tanto lutto e dolore doveva seminare nella Diocesi milanese."
Cinque visite: 1567, 1570, 1574, 1579, 1583 riportano la cadente parrocchia di Gerenzano a nuova vita. Il rilancio della "Dottrina Cristiana" fu una sua idea per combattere le idee luterane che sepeggiavano tra il popolo ma nello stesso tempo fu
la prima iniziativa che diede istruzione ai ragazzi.
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