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  Uno stemma dei Visconti sul muro del castello di Cislago

 


Sulle tracce della storia di Saronno attraverso i documenti d’archivio.

 1 Introduzione.

2. I più antichi Visconti di Saronno e la donazione Reina del 1247. 

Analizzando le pergamene più antiche conservate presso l’Archivio di Stato di Milano, è possibile ricostruire un ramo dei Visconti che ebbe il suo principale centro d’interessi nel borgo di Saronno. Primi fra gli altri ad essere citati sono Ruggero e Manfredo che nel 1196 appaiono in stretti rapporti con il monastero di sant’Ambrogio. Ruggero può essere identificato nel figlio di Pietro Visconti; da lui ebbe origine il ramo di Pogliano. Manfredo, invece, è sicuramente quel Manfredino figlio d’Ottobello che in un atto del 1170 è ricordato come orfano di padre e minorenne. Manfredino risedeva spesso in Galliate Varesino, dove è ricordato al principio del XIII secolo. Fu rettore della Lega Lombarda nel 1208, mentre sette anni più tardi comparve quale testimone alla pace tra Milano e Piacenza. Nel 1205 aveva ceduto beni in Tolcinasco alla famiglia Luvati per la consistente cifra di 110 lire di terzoli.


Dopo un trentennio di silenzio degli archivi ci s’imbatte in Rodolfo quondam (morto) nel 1225, che fu padre di Corrado I ed Enrico I. I due fratelli, con gli eredi di Ruggero Visconti, cedettero al comune milanese i diritti sui pesi e le misure che ancora possedevano nella capitale lombarda. L’Orricolo (Enrico) I, padre di quell’Orricolo II Visconti di Saronno che nel 1230 compare in Oleggio Castello, può essere tranquillamente identificato nell’omonimo figlio di Rodolfo. Enrico II, come attesta un documento del 1246, era parte della società dei capitanei, in pratica dell’associazione di categoria, diremmo noi, che riuniva i più importanti nobili di Milano. Non a caso nella nota matricola della nobiltà di Milano del 1377 i Visconti di Saronno vi appaiono compresi, ovviamente con ogni diritto all’elezione attiva di suoi membri al capitolo maggiore del Duomo.

Corrado II Visconti, figlio d’Enrico, nell’agosto del 1237 era presente con Visconte Visconti, figlio di Ruggero, alla vendita d’alcune terre da parte del comune di Milano a quello di Lodi, quest’ultimo retto da un parente, il podestà Ottone Visconti.

Nel 1247, Corrado Visconti si trova incidentalmente citato come possessore di beni in Saronno, in un atto di donazione. Accadde, infatti, che alla presenza del console di giustizia di Milano e del presbitero di Saronno Anselmo, figlio del fu Ottone Prestinari, tal Pietro detto gallo, figlio del fu Andreolo Reina di Saronno, volle donare all’ospedale di sant’Ambrogio, nel suo ministro e prelato Ungaro, un sedime: in pratica un terreno edificabile, forse in parte già costruito. L’area confinava da una parte con Marchisio e Ottobello Reina e dall’altra con una via pubblica. L’accesso al sedime era in consorzio con altri membri della famiglia Reina. Pietro nell’atto di donazione aggiunse al sedime anche alcuni campi siti nel territorio di Saronno: in Magurascha… in Noveledo in Via de Cerliano cui est a mane Panzie Magistri, a meridie similiter, a sero ser Chunradi Vicecomitis, a monte similiter… in Roncha, cui est a mane de Regnis, a meridie similiter, a sero Zanebelli de Serogno et in parte Iacobi Brasche, a monte de Vicecomitibus et in parte de Regnis… in Ravanate, cui est a mane tenet Este(n)us, de Puteo, a meridie Lafranchi Branschea, a sero de Vicecomitibus, a monte Ambrosii Lanzoni… in Via de Caronno, cui est a mane via, a meridie Rugerii Regne, a sero Ottobelli Regne, a monte suprascripti hospitalis… in Comune sive in Fossato… in Menudago… in Via de Sollario, cui est a mane . . . . . . Regne et in parte Mainfredi de Marudo, a meridie Rugerii Regne, a sero (Ste)phanoli Regne, a monte Cassinarii de Sollario

Un bel quadretto della duecentesca Saronno (qui citata come Serogno), dove tra i proprietari terrieri compaiono già i Visconti, con Corrado, ma soprattutto i Reina (con più di 15 presenze patrimoniali), ed in un caso, anche un antenato del notaio Marudi, molto attivo nel Trecento. Inoltre compaiono già tra i possedenti alcuni cognomi ancora presenti nella zona quali: Bertani, Lanzani, Maestri, Brasca e Pozzi.

La toponomastica esterna all’abitato rimanda in parte alle vie che conducevano a Ceriano, Solaro e Caronno, mentre in un caso è citato il fossato che già circondava il borgo di Saronno.

Tornado agli antichi Visconti del periodo, ricordiamo, infine, Giacomo, Enrico, Gaspare e Alberto, figli di Corrado II, che si trovano citati quali appartenenti al ramo dei Visconti di Saronno nei patti seguiti alle liti sulla riscossione delle decime di Mariano.

Il prestigio goduto in Milano dai diversi personaggi di questo ramo è ben documentato dalla presenza di Corrado Visconti agli accordi d’alleanza tra la capitale ambrosiana e re Arrigo, stipulati nel 1234. Altri suoi stretti congiunti furono consoli di giustizia (i cugini Leonardo di Pogliano e Obizzo di Cornaredo). Nello stesso periodo Ardengo, a torto indicato in un Visconti di Saronno, in ogni caso reggeva il monastero di sant’Ambrogio di Milano, dal quale però fu allontanato, dopo la prova di sue malversazioni.

A questo punto non è difficile agganciare questi Visconti a quelli che compaiono nella raccolta Zerbi. Gli elementi di congiunzione, infatti, sono forniti dai vari personaggi della famiglia che si conservano nelle imbreviature notarili del trecento, ed in particolare negli atti dei notai Marudi e Codevilla.

 continua

 dott. Matteo Turconi Sormani

 

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