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ELOGIO
AGLI ORTI
Mangiamo
petrolio, fino a poco meno di settanta anni fa il nostro cibo veniva
prodotto direttamente o indirettamente solo con l’energia solare, ora, con
l’agricoltura industrializzata si e’ arrivati al paradosso che usiamo
l’equivalente di ben 4 litri di petrolio al giorno per sfamare un uomo
occidentale (fertilizzanti, pesticidi, gasolio per macchine agricole e per
l’irrigazione, senza contare la trasformazione, la refrigerazione ed il
trasporto).
Dagli
anni ’50 ad oggi la produzione di grano e’ aumentata ben del 250%, ma questo
non e’ dovuto all’aumento dell’insolazione terrestre, che e’ sempre la
stessa, ma all’impiego di tutti i terreni adatti all’agricoltura, con un
sempre piu’ massiccio sfruttamento permesso dall’uso del petrolio. Credo
che, con la diminuzione della disponibilita’ di idrocarburi che ci sara’ nei
prossimi anni e l’impoverimento dei suoli, ci stiamo avvicinando ad una
crisi alimentare dai contorni ancora indefiniti. Abbiamo due nazioni cavia
che questa crisi l’hanno gia’ vissuta: La Corea del Nord e Cuba.
Entrambe,
con la caduta del sistema sovietico furono private quasi istantaneamente del
petrolio che i russi vendevano loro sottocosto.
La
Corea del Nord e’ una nazione industrializzata con un’agricoltura di
tipo industriale. Senza petrolio c’e’ stato un crollo della produzione
agricola ed una drammatica carestia che attanaglia da anni questo povero
popolo guidato da una classe dirigente cieca, persistente nella sua
vocazione industriale e militare.
Cuba
e’ l’esempio opposto, beneficia di un clima piu’ favorevole ed ha il piu’
alto numero di scienziati, medici ed ingegneri di tutta l’America Latina.
Nonostante le sanzioni USA e senza l’aiuto di nessuno, dopo i primi anni di
crisi alimentare, Cuba ha recuperato buona parte della sua produzione
agricola quasi senza aver bisogno del petrolio. Cuba si e’ convertita all’
agricoltura biologica introducendo di nuovo concimi naturali, la lotta
biologica ai parassiti, riforme agrarie con la ridefinizione delle grandi
fattorie di stampo sovietico in in piccole cooperative semiprivate
intimamente legate alla campagna ed al territorio, introduzione
dell’agricoltura urbana (i nostri orti), aiuti sociali ed alimentari
alle classi piu’ povere, e tutto questo grazie anche all’alto grado
culturale della popolazione. La Banca Mondiale (non quel comunista di
Bertinotti) pur considerando Cuba come “anti modello” perche’ non segue le
sue indicazioni economiche neoliberali, la porta ad esempio per tutte le
nazioni che si trovano nelle stesse condizioni.
Perche' i nostri orti
sono cosi' importanti? Sono il risultato di centinaia di anni di paziente
lavoro che i nostri antenati ci hanno tramandato. Finche' a Gerenzano ci
sara' qualcuno in grado di concimare l'orto con il compost prodotto con le
letamaie, coltivare i pomodori, le zucchine, le patate e l'insalata amara,
avremo qualche speranza in piu' di insegnare agli altri come si produce
"biologico".
Pero' bisogna anche
fermare la distruzione sistematica e criminale dei campi e dei boschi, vero
tesoro che ci hanno lasciato i nostri padri. Quanti ettari di terreno
agricolo abbiamo perso in questi anni per l'inurbamento massiccio, parcheggi
e le nuove strade? Il traffico automobilistico oramai e' diventato una
malattia fisiologica della nostra zona e costruire nuove "tangenzialine"
acentuera' ancora di piu' la malattia, invece di curarla.
Chi semina
tangenzialine e palazzine plurifamiliari raccoglie code ed
inquinamento.
P.A. Gianni
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