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L'ORTO DELL'ARTUROGli
orti di citta'
E'
primavera, gli orti di Gerenzano sono (quasi) tutti in ordine. Oramai
abbiamo seminato pomodori, zucchine, peperoni, carote, insalate di
diverso tipo, cetrioli, sedano, prezzemolo, catalogna ed altro.
Mi piace
ricordare l'orto dell'Arturo (il mio vicino pensionato), ordinato come un
giardino Zen. Tutte le piantine sono perfettamente allineate e
rigogliose, nonostante quest'orto sia un fazzoletto di terra di cinque
per cinque
metri a ridosso di alcuni garage.
Arturo
quest'inverno si e' fatto portare un carrettino di letame, lui usa solo
concimi organici; ha cosparso il terreno di calcina per tener lontane le
lumache, non usa pesticidi.
Due volte al
giorno (e' un pensionato, non dimentichiamocelo) va nell'orto, lo
rassetta, lo bagna, lo ammira, lo rastrella dolcemente per togliere
l'erba improduttiva e per far quattro chiacchiere con l'Orlando e il
Lino (altri pensionati).
L'anno
scorso ha fatto salsa di pomodoro per un anno intero, quest'anno
vorrebbe ripetere la performance. |
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Gli orti sono il cordone ombelicale che ci
lega alla natura. Senza di loro non sapremmo neanche piu' come e' fatta
una pianta di pomodori o quanto e' delicata la stagione della semina, la
conoscenza delle lune e tutti gli altri accorgimenti per far crescere
bene le piante (millenni d'esperienza).
Gli orti ci fanno mangiare dei prodotti
ancora genuini non frutto di concimazione chimica derivata dal petrolio.
Vi siete accorti che i peperoni o i pomodori coltivati in serra e
comperati in negozio non marciscono mai?
Gli orti ci fanno risparmiare e, se siete
accorti, potreste regalare parte della vostra produzione agli amici o a
chi ne ha bisogno.
Perche' di sabato mattina non riservare
una piccola parte della piazza del mercato di Gerenzano a chi vuole
vendere direttamente i propri prodotti agricoli?
P.A. Gianni
(22 Maggio 2006) |