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          RADIO LONDRA

 

 

 

 


TROOPING THE COLOR - London 12th June 2010















 
Granadier Remembrance Day, London 16th May 2010
Typical English!!!


HENRY MOORE A LONDRA


Fig. 1

Fig. 2

Fig. 3

Fig. 4
Londra: sculture di Henry Moore (1898 -1986). Fig 1, 2, 3 Loking Piece 1963-4 vicino alla Tate Britain; Fig. 4: di fronte al parlamento.


NEVICA

Londra, 13 Gennaio 2010 - Grande nevicata in Inghilterra. Andando al lavoro ho scattato queste foto che vi propongo. Bella giornata, con la gente allegra per le strade, nonostante i grandi disagi che i “commuters” sopportano in una città pianificata per correre (ma senza neve).
PA





















 

La crisi di Dubai si fa sentire, Borse giù. Che c’entra Gerenzano?

La crisi di Dubai e’ emblematica: uno sviluppo edilizio ambizioso con l’idea che c’e’ sempre qualcuno che ha i soldi per comprarsi una villa in riva al mare in una delle zone piu’ esclusive del pianeta. Le banche finanziano. Con i soldi delle vendite si ripagano gli interessi e si costruiscono nuove abitazioni con la speranza che i prezzi salgano e ci siano sempre nuovi acquirenti. Questo giochino funziona finche’ le banche ci stanno al gioco e quando il mercato e’ in espansione. Ora, dopo la crisi finanziaria del 2008 non e’ piu’ cosi’. I soldi sono finiti, i prezzi degli immobili a Dubai sono calati del 50%, i compratori pure e le banche vogliono indietro i loro prestiti (e gli interessi sui prestiti). La Dubai World, l’holding finanziaria che ha innescato questo meccanismo rischia di fallire creando tensioni nelle borse mondiali.

Perche’ vi racconto questa storia apparentemente cosi’ lontana da noi? Guardate i cantieri ed i palazzi del Pratone della DeAngeli, e l’intervento di Vitaresidence, guardate tutte le gru sparse per Gerenzano e vi renderete conto che forse c’e’ piu’ che un parallelismo tra le due storie.

Io non conosco chi sta costruendo a Gerenzano, ma mi immagino che abbia chiesto dei finanziamenti alle banche. Noto anche che buona parte degli appartamenti nuovi sono invenduti ed alcuni cantieri sono fermi (o fan finta di lavorare). Ipotizzo anche che le banche non stiano a guardare, ma vogliono gli interessi sui prestiti elargiti in tempi di vacche grasse. Aspettiamoci un “credit crunch” anche a Gerenzano. Spiace solo che per mancanza di visione tante belle aree verdi siano state sacrificate all’ingordigia di pochi, alla faccia del moto leghista “Basta cemento, difendiamo la terra dei nostri padri”. Il Palazzetto dello sport ed i palazzi in piazza della chiesa hanno affossato la Democrazia Cristiana, Il Pratone della DeAngeli affosserà la Lega?

Pier Angelo Gianni                         Gerenzano, 1 Dicembre 209


LA MOSSA DEL PAPA

Londra, 24 Ottobre 2009

In Italia non mi sembra sia oggetto di discussione, invece il Inghilterra l'annuncio del Papa Benedetto XVI di offrire una struttura legale agli Anglicani che si uniscono alla chiesa cattolica sta facendo scalpore. Non passa giorno che sui giornali ed in televisione se ne parli, spesso accesamente.

Si stima che piu' di 400.000 anglicani tradizionalisti potrebbero unirsi alla chiesa cattolica, tutti quelli che si oppongono alla consacrazione sacerdotale delle donne e degli omosessuali. Il papa ha creato nella chiesa Anglicana il piu' drammatico dilemma da 400 anni, dallo scisma da Roma con Enrico VIII. Si stima che piu' di 77 milioni di anglicani sarebbero affetti da questo editto.

La conseguenza che forse il papa non ha previsto  (oppure accetta come il minore dei mali) potrebbe essere un esodo biblico dalla chiesa cattolica a quella anglicana di tutti i preti cattolici che vorrebbero sposarsi e vivere una vita di famiglia "normale".

I risvolti "pratici": i preti anglicani hanno assicurato uno stipendi di 22.250 sterline all'anno (circa 25 mila euro/anno), piu' alloggio e spese, i preti cattolici guadagnano circa 8000 sterline all'anno che le parrocchie autofinanziano. Un bel dilemma per chi decidera' di aderire alla richiesta del Papa.

Personalmente credo sia una scelta epocale e storica che mi fa piacere stia avvenendo nei nostri tempi dove il relativismo la fa da padrone.

Pierangelo Gianni


SKYRIDE 2009

Londra 20 Settembre 2009

 

Londra e' una citta' immensa dove il problema del traffico e' molto sentito. Tutti i sindaci, di qualsiasi appartenenza politica essi siano, perseguono un unico obiettivo: ridurre il traffico automobilistico. Quest'anno, come da parecchi anni a questa parte, oggi 20 Settembre c'e' stato lo Skyride, una biciclettata per il centro di Londra dove tutti possono partecipare su un percorso stradale di 15 km per un giorno chiuso al traffico. Quest'anno, secondo gli organizzatori, hanno partecipato alla manifestazione piu' di 50mila ciclisti, dalle 10 del mattino alle 4 di pomeriggio.  La mia impressione: c'e' stata gioia, tutti ridevano e scherzavano, qualcuno s'e' vestito in modo buffo per attirare l'attenzione, ma in generale posso testimoniare c'erano tante famiglie coi bambini, tante compagnie di giovani, tante coppie di tutte le eta'. A Londra, le piste ciclabili sono ovunque, sono semplicissime e non costano niente al comune. Sono semplici strisce bianche sull'asfalto che riservano dello spazio ai ciclisti, non sono come da noi costose corsie preferenziali (che nessuno usa) separate dal traffico automobilistico. Poi adesso in Inghilterra stanno facendo passare la legge che autorizza i ciclisti a percorrere i sensi vietati in contromano. C'e' solo da imparare.

 

P.A. Gianni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le piste ciclabili di Londra, c'e' solo da imparare.

 


 

London, 20th September 2009


L'IMMAGINE DELL'ITALIA

Londra 6 Settembre 2009

 

Il British Museum e' una miniera inesauribile di tesori. L'ho rivisto dopo 20 anni e mi ha stupito come allora. Sono entrato da un ingresso secondario, da Montague Place ed ho visto una parte del museo che normalmente il turista  trascura: l'arte islamica, orientale, africana, giapponese, americana. Due dipinti mi hanno colpito particolarmente perche' ripropongono l'Italia con gli occhi degli stranieri. Il primo riguarda il dipinto di un anonimo etiope che 1940 dipinse la battaglia di Adwa (Adua) vinta dagli etiopi e il secondo e'  la vista notturna del Canal Grande a Venezia dipinto nel 1921 da un pittore giapponese : Urushibara Yoshijiro. Infine il busto dell'imperatore romano Adriano scolpito come un dio. L'Italia e' tutto questo: una storia millenaria fatta di momenti gloriosi e di sonore sconfitte che si vuole banalizzare attraverso i dialetti a scuola (!) e le ronde padane.

 

P.A. Gianni

 



Anonimo etiope: la battaglia di Adwa (circa 1940)

 

Urushibara Yoshijiro: Canal Grande, Venezia (1921)

Busto dell'imperatore romano Adriano

London, 6t September 2009


RIFLESSI

La realtà può essere riflessa, non tutto quello che si vede e' reale ma potrebbe essere visto distorto e modificato secondo il tuo stato d'animo. I riflessi ci permettono di vedere attraverso un altro mezzo, uno specchio distorto trasmette una visione fantastica dei luoghi. Tante realtà che si sovrappongono, si fondono in un unica immagine. L'unica immagine non riflessa, ma reale e' l'ultima della serie: Una guardia reale a cavallo. Non siamo a Kinshasa, ma a Londra, non e' la guardia della regina degli Zulù, ma della regina d'Inghilterra. Si potrebbe vedere la stessa immagine a Gerenzano?

PA Gianni London 5 July 2009




















Beh, come la mettiamo?

Sono stufo di leggere tutti i giorni sul Times storie come queste.

Oramai le vicende italiane servono per vendere piu' giornali....la morbosita' paga.



 

MARATONA DI LONDRA, I PRIMI ARRIVATI

London, 26 April 2009

Alla Maratona di Londra partecipano circa 35 mila persone. Si arriva a St. James Park tra una folla di spettatori plaudente. I primi ad arrivare sono gli ultimi (gli atleti in carrozzina), poi arrivano gli atleti (donne e uomini), infine tutti gli altri fino al tramonto.

Le foto che ho scattato sono state prese all'ingresso del parco, ad un km dal traguardo. Ve le propongo in ordine di arrivo. La prima degli atleti in carrozzina, le prime tre donne ed i primi tre uomini. Infine il primo italiano che ho visto.

Pierangelo Gianni

 






 


SENZA VELI: Nuova arte dal Medio Oriente

London 19 April 2009

Alla Saatchi Gallery di Londra chiude il 9 Maggio una mostra molto bella e particolare: Unveiled: New Art from the Middle East.

Espongono decine di nuovi artisti provenienti dal Medio Oriente: Iraniani, Algerini, Irakeni, Palestinesi. Si puo' percepire nei loro lavori la sofferenza e la voglia di esprimersi, di dire in faccia al mondo quello che si pensa senza per questo essere emarginati, o peggio perseguitati nei loro paesi d'origine. Il signor Saatchi e' stato coraggioso. Se ne avete la possiblita', andate a vederla, ne vale la pena.

Pierangelo Gianni





 

LA CRUCIFISSIONE IN VICTORIA STREET

London, 10 April 2009

A mezzogiorno del venerdi' santo a Londra si svolge la via crucis per Victoria Street. La funzione parte dalla sede dei Metodisti, poi si ferma a Werstminster Cathedral (chiesa Cattolica) e prosegue per Westminter Abbey, (Anglicani) dove c'e' la funzione conclusiva. La croce era portata da homeless (senzatetto) e accompagnata in prima fila da persone con dei problemi mentali e gente che fa del volontariato tra i poveri. L'arcivescovo di cattolico di Londra, Cardinal Cormac Murphy-O'Connor, ha fatto una riflessione sulla pace ricordando l'importanza dell' l'unita tra i Cristiani. Mi ha colpito il discorso del Sovrintendente della chiesa metodista che ha fatto una semplice constatazione: chi ha creato questa crisi economica non e' in piazza dietro la croce. Sono rimasti solo i diseredati, i poveri ed i disoccupati che ora bisogna aiutare in tutti i modi.

Pierangelo Gianni

p.s. Buona Pasqua agli amici di Gerenzano

 








 


GODETEVI IL CAMPEGGIO E FATEVI UNA GITA AL MARE, BERLUSCONI LO
DICE AGLI SCIOCCATI SOPRAVISSUTI DEL TERREMOTO.

IL NOSTRO CAMPIONE

Gli inglesi oramai ci hanno preso di mira. Anche il Times, giornale conservatore per eccellenza, si e' scandalizzato delle esternazioni del nostro premier. Forse non hanno capito il suo spirito giocoso ed ottimista, forse la nostra stampa e televisione, gli Italiani  non hanno piu' la forza di indignarsi. 

Pierangelo Gianni, London 9 Aprile 2009 (BUONA PASQUA)

Per leggere per intero l'articolo, cliccare qui.

 




IL NOSTRO CAMPIONE

London, 3 April 2009

No comment.
Gli inglesi si divertono alle nostre spalle...beati loro (che hanno Gordon Brown).
Pierangelo

Cliccare qui per vedere tutta la pagina


PRIMAVERA

London 22 March 2009
E' primavera, i parchi di Londra sono pieni di fiori. I gialli, viola, bianchi, lilla sono pennellate di colore che contrastano con le piante ancora spoglie. Le gemme in procinto di aprirsi aggiungeranno un tono di verde tenue e brillante al quadro. La gente prende il sole, legge un libro, fa giocare i cani, passeggia. I bambini si rotolano nell'erba e giocano a pallone con i papa'.
Non facciamo dei confronti impietosi con la nostra guantanamo dei daini (parco degli aironi), limitiamoci a godere  i colori di St. James's Park.

Pierangelo Gianni





London 22 March 2009

 


Le bugie sul nucleare ci stanno spaventando troppo. 

Cosi’ titola un articolo sul Times di domenica scorsa, e viene a fagiolo dopo l’accordo che abbiamo fatto con la Francia per le nuove centrali nucleari.

L’articolo e’ stato scritto da Mr. James Lovelock, il padre della teoria di “Gaia” riconosciuta universalmente come un contributo importante allo studio dei cambiamenti climatici e come combatterli (o almeno arginarli).

Mr. Lovelock parte ricordando un delitto eccellente: l’avvelenamento e l’assassinio di un dissidente russo, Alexander Litvinenko nel 2006 a Londra. A Mr Litvinenko venne messo nel te, a sua insaputa, qualche nanogrammo dell’isotopo radioattivo Polonium-210 che silenziosamente gli ha intaccato tutte le cellule distruggendole inesorabilmente e lentamente, una tortura atroce.  Una porzione di Pollonio-210 come quella somministrata al povero Alexander costa sul mercato circa  10 milioni di dollari. Perche’ non usare il ricino, che ammazza comunque e costa solo un dollaro?

La spiegazione di Mr Loverstock e’ molto semplice: la Russia, oltre ad ammazzare un dissidente, ha inteso spaventare a morte l’occidente sull’uso del nucleare come fonte energetica perche' ci vuole dipendenti dai suoi combustibili fossili, petrolio e gas.

Questa scena non e’ frutto di immaginazione, secondo lui, ma diventa verosimile  se si pensa che nel ventunesimo secolo il potere politico ed economico sta diventando sempre piu’ dipendente dall’energia. E' sciocco pensare che i grossi produttori di combustibili fossili, in testa la Russia, stanno a guardare l’avanzata dei progetti nucleari senza opporsi con tutte le loro forze.

Le necessita’ future dell’Inghilterra ( e anche dell’Italia) sono legate alla fornitura sicura di energia e cibo. Secondo Mr. Lovelock, con l’aggravarsi delle variazioni climatiche ed il grande bisogno di energia  a livello globale, l’approvvigionamento dall’estero sara’ sempre piu’ problematico e costoso e l'Inghilterra dovra’ cercare l’autosufficienza nazionale nel campo energetico.

L’ Inghilterra non e’ piu’ una nazione manifatturiera e dovra’ basarsi su tecnologia importata (come sta facendo l’Italia con la Francia) per avere centrali nucleari in cinque anni (da noi sarebbe impensabile, da noi ne occorrono 20 di anni!)

Nel mondo ci sono attualmente 440 centrali nucleari che producono il 17% dell’energia consumata a livello globale, come quasi quanto l’idroelettrico. L’energia rinnovabile (vento, solare, biofuel, ecc..) non e’ piu’ del 2%. Inoltre gli incidenti nelle centrali nucleari sono risibili sia come entita’ che quantita’. Dunque perche’ l’Occidente ha paura del nucleare? Secondo l’autore noi siamo sommersi da una sequela infinita di grasse bugie, ripetute e stra ripetute dai media che le hanno fatte diventare verita’ assolute.

Si dice che i rifiuti nucleari resistono per milioni di anni e inquinano l’ambiente. Tutta la nostra industria manifatturiera produce veleni quali l’arsenico, piombo, cadmio, mercurio, e tantalio che durano per sempre, e noi conviviamo con questi. Mentre dopo 600 anni i rifiuti nucleari sono pericolosi come e quanto la roccia da cui si e’ estratto l’uranio.  

Secondo lui anche le autorita’ governative esagerano e disinformano il pubblico perche’ asseriscono che in 40 anni di nucleare in Inghilterra si e’ prodotto tanto rifiuto nucleare da riempire il “Royal Albert Hall” (un grande teatro di Londra). Ma non dicono che il mondo produce annualmente una montagna di CO2 solidificato alta 1,5 km e dal diametro di 20km. I rifiuti nucleari sono un problema di smaltimento (ma i rifiuti di un mega impianto da 1000 MW prodotti in un anno ci stanno in un taxi) mentre, la CO2 ci ammazza ogni giorno inesorabilmente.

Un’altra falsita’ si riferisce all’energia eolica, tanto di moda in Inghilterra.  Per produrre un gigawatt di energia eolica occorre un vastissimo territorio disabitato. Il vento soffia solo per il 25% del tempo alla velocita’ giusta per produrre energia. Pertanto questo mostro ha bisogno di una centrale convenzionale a combustibile fossile alle spalle per fornire energia quando il vento non ce la fa.

Mr Lovelock conclude con questo pensiero: Sopravvivere in un’isola (l’inghilterra) che avra’ fra poco 100 milioni di abitanti sara’ impossibile senza una fonte sicura di energia . Sarebbe da pazzi non pensare al nucleare. E’ molto triste vedere tanti movimenti verdi che si battono per una battaglia retrograda basata su falsita’.

Vi ho riportato quello che scrive uno dei grandi pensatori del nostro tempo. Dibattiamone, ma scartare il nucleare a priori sembra anche a me una sciocchezza. 

Pierangelo Gianni

London, 24th February 2009


Shut Up, il Razzista

 

Di Domenica mattina un angolo di Hyde Park chiamato Speaker Corner, si popola di predicatori di tutti i generi e credo, dai politici, ai protestanti, ebrei, musulmani. Un mondo variegato, un punto di sfogo.

La scenetta che vi propongo e' semplice. C'e' un predicatore negro, una persona del pubblico che lo contraddice e poi da lontano s'avvicina una persona con l'impermeabile bianco. Non vi anticipo il finale. Il linguaggio e' abbastanza semplice, ottimo per ripassare l'inglese parlato, non quello che si insegna ad Oxford.

Pierangelo Gianni

London 15 February 2009


London, 2nd February 2009

Questa mattina nevica copiosamente. E' da ieri sera che sta nevicando e le previsioni dicono che continuera' tutto il giorno. Andando al lavoro a piedi ho scattato alcune foto.

Pierangelo Gianni
 

p.s. Le ferrovie, la metropolitana, i bus sono fermi. Al lavoro c'erano solo gli Italiani (perche' abitiamo vicino all'ufficio)



  London, 2nd February 2009


BUON ANNO, CINESI

Oggi ci sono grandi festeggiamenti alla China Town di Londra. E' il culmine delle feste che per quindici giorni salutano l'inizio del nuovo anno cinese . La comunita' cinese di Londra e' molto grande, hanno i loro negozi, abitudini, ristoranti, si trova nel cuore di Soho, una volta quartiere occupato da Italiani e da tutti i disperati che arrivavano in citta'. Ora Soho e' una zona molto turistica e motore della Londra notturna. Vi propongo delle foto scattate questa mattina in attesa che arrivassero le autorita' cinesi ad aprire ufficialmente i festeggiamenti.



Pierangelo Gianni, London 1st February 2009



Shakespeare aveva ragione

Sui giornali inglesi molto spesso si parla dell’Italia solo per fatti di mafia, camorra o per deriderci per qualche strafalcione del nostro leader. Una notizia sul “The Times” di oggi (12 Gennaio 2009) invece  e’ molto bella e si riferisce ad un progetto da un miliardo di euro per riaprire le vie d’acqua rinascimentali che collegavano Locarno a Venezia attraverso il lago Maggiore,  il Naviglio fino a Milano, Pavia e poi  lungo il fiume Po passando da Piacenza, Cremona, Ferrara e Chioggia fino a Venezia.

Il progetto italiano e’ molto ambizioso e consiste nella riapertura di 500 km di canali navigabili medioevali e rinascimentali da Locarno a Venezia. Quest’estate si iniziera’ a ripulire e restaurare il primo tratto di 8 km da Sesto Calende a Somma Lombardo, poi di seguito si ripristinera’ alla navigazione il Naviglio fino a Milano. Gli inglesi a questo punto tirano in ballo persino Shakespeare provando che i riferimenti geografici e storici su Milano raggiungibile dal mare via barca descritti nelle sue due opere “La Tempesta” e “i due gentiluomini di Verona” sono veritieri.
 
Prosegue l’articolo ricordando che originariamente il Naviglio nacque anche per trasportare il marmo dalle cave di Candoglia in val d’Ossola fino a Milano per la costruzione del Duomo iniziato dal 1386.  A quei tempi i viaggi, usando delle barche trascinate da cavalli chiamate “cagnoni”  con carichi di 50 tonnellate di marmo, duravano due settimane. I canali di Milano furono costruiti all’inizio nel 12 secolo dai Benedettini e dai Cistercensi, in seguito Leonardo da Vinci, durante il suo soggiorno milanese, li espanse e razionalizzo’ fino a congiungere Milano a Venezia via acqua.
 
 I canali iniziarono a cadere in disuso negli anni ’30 dopo piu’ di 500 anni di servizio quando si inizio’ ad usare il trasporto su strada ed  a causa della costruzione di dighe per l’irrigazione che impedivano il passaggio delle barche. Ora il progetto prevede di costruire delle chiuse comandate elettronicamente per superare gli ostacoli.
Una bellissima storia che mi riempie di orgoglio, tanto fuori dal comune che non mi sembra neanche vera.
 
Pier Angelo Gianni   London, 12th January 2009
 


Riciclaggio all’inglese 

Sul quotidiano “The Times” del primo lunedì dell'anno 2009 c’ e’ una foto con cumuli enormi di carta da riciclare in un centro di raccolta ed un operaio che pulisce con una ramazza il pavimento. Il titolo della foto e’ significativo: “Provate a scopare tutto questo sotto il tappeto” (sottinteso: se ne siete capaci).

In Inghilterra il 2009 e’ iniziato, a parte la crisi finanziaria ed immobiliare, con quella dei rifiuti, come nel 1979 (anno in cui a Londra si vedevano cumuli di rifiuti abbandonati per le strade come a Napoli). L’impatto visivo e’ meno evidente perche’ i cumuli non sono per le strade, come allora, ma nei centri di raccolta che stanno traboccando di carta e cartone da riciclare. Il problema non e’ legato agli scioperi dei netturbini, come nel ‘79, ma paradossalmente al grande successo della politica di riciclaggio.

La vista di montagne di 100 mila tonnellate di carta da riciclare e' uno spettacolo che fa infuriare un cittadino inglese normale impegnato a fare la raccolta differenziata o peggio che e’ stato multato per aver buttato un pezzo di carta nel sacco sbagliato.

Fino a pochi mesi fa il problema del riciclaggio della carta era mascherato perche’ buona parte delle balle andavano  a finire nelle discariche controllate o peggio, ricomparivano misteriosamente negli inceneritori cinesi. Ora non e’ piu’ possibile in quanto troppo costoso a causa delle tasse di smaltimento e la Cina non  le vuole piu’.

Secondo il giornalista la Gran Bretagna paga il prezzo di non aver investito in inceneritori basandosi sull’ ipotesi che per l’ambiente riciclare carta e' la soluzione migliore. Invece uno studio del 2006  “Carbon Bilance and Energy Impacts of the Management of UK Waste” dell’ Institution of Civil Engeneers dimostra che il bilancio energetico e’ negativo se si confronta l’energia usata per trasportare e riciclare la carta con quella ricavata bruciandola negli inceneritori di ultima generazione. Inoltre con l'incenerimento si produrrebbe meno CO2 e un sesto dell’energia elettrica necessaria in UK evitando di costruire nuove centrali a Carbone o Nucleari.

La conclusione dell’articolo  e’ “quasi-italiana”: In Inghilterra si insiste nel riciclaggio della carta per due motivi: primo, le  lobby delle ditte di riciclaggio spaventano l’opinione pubblica  sulla pericolisita’ degli inceneritori che in realta’, quelli di ultima generazione, producono meno diossina ed inquinamento di un falo’ di legna, secondo, le lobby verdi hanno trasformato il riciclaggio in una sorta di “religione” per mettersi a posto la coscienza e riscattare i peccati ambientali commessi dall’umanita’. 

Osservazioni personali tutte italiane: Mentre in Lombardia abbiamo raggiunto circa il 30% di riciclaggio e in Campania quasi non esiste, in Inghilterra sono oramai oltre ed hanno il problema opposto (troppo riciclaggio, beati loro). Dove va a finire in Italia la carta ed il cartone da riciclare? Per caso abbiamo lo stesso problema e nessuno ce lo dice?  

Pier Angelo Gianni     London, 5 January 2009

 


Negli Stati Uniti d’America si usa meno l’automobile

Il dipartimento dell’Energia statunitense ha rilevato che gli Americani usano meno l’auto. Negli ultimi 12 mesi hanno percorso 100 miliardi di miglia (circa 160 miliardi di km) in meno rispetto all'anno scorso. La tendenza continua nonostante il prezzo del carburante sia sceso a Novembre a 1,6 dollari per gallone (27 cent/euro/litro), rispetto ai 4,1 dollari di Luglio (67 cent/euro/litro).  Questo dimostrerebbe che le abitudini di viaggio degli americani stanno cambiando nonostante i prezzi della benzina siano ritornati a valori piu’ che accettabili.  

Un recente studio dell “American Public Transportation Association” (APTA) ha rilevato che molti americani hanno abbandonato l’auto e sono ritornati al trasporto pubblico verso luglio di quest’anno quando il prezzo della benzina raggiunse il massimo record.  William Millar, presidente  della APTA, ha detto che molti pendolari che optarono quest’estate  per il mezzo pubblico non sono ritornati indietro ed ora preferiscono lasciare la loro auto a casa perche’ si sono convinti che il trasporto pubblico funziona bene. Nel terzo trimestre 2008 i passeggeri dei treni leggeri sono aumentati dell’ 8,5%, come per i bus (+7,2%), treni e metropolitane (circa + 6%).  

Il dipartimento dei trasporti mette in risalto, come effetto collaterale, che questa tendenza indebolisce le capacita’ finanziarie delle autostrade:  “a causa della diminuzione dei viaggi e maggior efficienza dei veicoli, il fondo economico per le autostrade basato sulle tasse sulla benzina sta diventando insufficiente a medio, lungo termine”.

E’ d’obbligo un paragone con la nostra realta’ “padana” con l’inaugurazione della Frecciarossa, treno veloce Milano – Roma  delle Ferrovie dello Stato che rallenta quello dei pendolari. Formigoni e Cattaneo inaugurano il treno, ma lo vorrebbero fermare il giorno dopo. Ma in che paese viviamo? Se c’e’ una logica la si spieghi.

Pier Angelo Gianni        London 16 December 2008


IL MUTUO PER LA CASA

In Inghilterra la Royal Bank of Scotland dara’ sei mesi di respiro  a chi dichiara di non essere piu’ in grado di pagare il mutuo per la casa prima di avviare la procedura di “Repossession” (recupero dell’immobile).  Le “repossession” sono aumentate del 12% in questi ultimi tre mesi, assieme alla disoccupazione ed alla gente che non ce la fa piu’ a tirare a fine mese.

Attualmente circa 168 mila detentori di mutui sono gia’ in ritardo di 3 mesi nei pagamenti e si prevede che quest’anno ben 45 mila immobili ritorneranno alle banche. Alcuni analisti pensano che nel 2009 ci saranno ben 100 mila immobili nelle stesse condizioni, un valore record, il 25% in piu’ rispetto al 1991, considerato da tutti l’anno “nero” per eccellenza.

Il sequestro degli appartamenti da parte delle banche crea  anche una spirale negativa molto pericolosa in quanto l’immissione sul mercato di questo grande numero di proprieta’ sta determinando il  crollo di tutto il mercato immobiliare.  In Inghilterra  si sta assistendo ad una situazione impensabile solo pochi mesi fa: le case valgono meno del mutuo che si sta pagando per acquistarle.

Credo che in Italia la situazione sia meno drammatica perche’ le banche sono sempre state tirate nel concedere i mutui, anche se pochi mesi fa si stavano allineando al mercato anglosassone. Vi ricordate la pubblicita’ dei mutui "quarantennali" o quella della banca Intesa che recitava piu’ o meno cosi’: voi comprate le porte, noi pensiamo al resto? Qual’e’ ora la situazione in Italia? I giornali ne parlano?  

Pierangelo Gianni        London, 1st December 2008



23 Novembre 2008, una cartolina da Londra

BABY P

London 13 November 2008 - L’Inghilterra e’ scossa da una notizia raccapricciante: un bambino di 17 mesi chiamato convenzionalmente  “baby P” e’ morto a causa di torture protrattesi praticamente da quando e’ nato fino alla sua morte. 17 mesi di torture infinite, vessazioni continue, giornaliere che la madre e due suoi conviventi gli infliggevano. Da quello che riportano i giornali, la madre viveva con il sussidio statale per la disoccupazione e passava il tempo a visionare siti porno trascurandolo totalmente, il padre se ne era andato a tre mesi dalla sua nascita, i due attuali conviventi della madre erano  psicopatici sadici che si divertivano a torturare il bambino.

Una notizia da far accapponare la pelle anche perche’ i servizi comunali di assistenza sociale visitavano periodicamente la “famigliola” senza riscontrare anomalie degne di rilievo. Addirittura un medico si era rifiutato di visitare il bambino agonizzante perche’ in condizioni igieniche pietose, praticamente consegnandolo alla morte. Non vi sto a raccontare ulteriori dettagli perche’ assolutamente rivoltanti. I servizi sociali si sono difesi asserendo che il loro dovere lo avevano fatto, ma la gente  non ci crede e vuole vedere tutto l’ufficio ed i suoi responsabili licenziati in tronco. La notizia e’ arrivata fino in parlamento che ha istituito una commissione che in due settimane deve trovare i colpevoli e punirli.

Molti giornalisti si domandano: “E’ possibile che tra di noi succedano questi fatti senza che i servizi sociali se ne accorgano?”, “le sovvenzioni di disoccupazione stanno creando una comunita’ isolata senza moralita’?”.  La storia di baby P  sta mostrando una comunita’ inglese spaccata (Broken Society) in cui si  possono avere figli con diversi partner e poi abbandonarli al loro destino e in cui la massima pena per sadismo sui bambini e’ punita con 14 anni di carcere.  L’inghilterra si fa l’esame di coscienza a tutti i livelli arrivando in parlamento. A Gerenzano una povera ragazza vive in stato vegetativo a causa di uno psicopatico non curato che l’ha aggredita brutalmente. Ha funzionato da noi la rete di assistenza agli ammalati mentali? Nessuno e’ stato chiamato in giudizio? Qualcuno ha portato il problema a livello politico? Ci siamo interrogati noi, come comunita’, se abbiamo fatto tutto il possibile per evitare la tragedia? Puo’ succedere di nuovo?

Pier Angelo Gianni 


 

London, 3 November 2008

Sul “Times” di oggi ho trovato un articolo interessante dal titolo “A Sainsbury’s dove c’e’ rifiuto c’e’ gas”.

L’articolo dice che le 60 mila tonnellate di rifuti alimentari prodotti dalla catena di supermercati inglese Sainsbury's verranno convertiti in gas e poi in elettricita’ tanto da soddisfare il fabbisogno interno del gruppo. Dal 2009  i rifiuti alimentari della Sainsbury's verranno  inviati in impianti anaerobici che produrranno metano e fertilizzanti (compost). Inoltre Sainsbury’s ha in programma di riciclare 20 mila tonnellate di rifiuti non-alimentari (plastica, carta, metalli, ecc.).  Il sistema che stanno progettando si basera' su 5 centri regionali dal costo complessivo di circa 50 milioni di euro. Una volta operativo il sistema generera’ 30 megawatt di elettricita’ sufficienti per il fabbisogno energetico di una cittadina di 20 mila abitanti.  Sainsbury’s ha speso nel 2008 piu’ di 11 milioni di euro  per smaltire i suoi rifiuti ma si prevede che, con le tariffe in aumento del 35% in due anni, spenderebbero nel 2010 circa 15 milioni di euro, da qui l'idea. Il progetto permettera’ inoltre di risparmiare costi di trasporto perche' i camion non ritorneranno vuoti nei magazzini ma riporteranno indietro il prodotto scaduto da inviare agli impianti anaerobici.

E’ una bella notizia. Proviamo a leggerla con un altro parametro e a fare due conti della massaia, visto che siamo in tema.

Sainsbury’s e’ solo al quattordicesimo posto nella classifica dei 30 piu’ grandi supermercati alimentari europei  con il 3% del fatturato (dati del 2004 ricavati da www.planetretail.net).  Problema: se Sainsbury’s manda in discarica 60 mila tonnellate di rifiuti organici all’anno vuol dire che  in Europa vengono distrutti almeno 2 milioni di tonnellate di cibo  all’anno, senza contare gli scarti di tutti gli altri dettaglianti e quelli fatti nella preparazione delle confezioni. Domanda: quante persone si potrebbero sfamare? A voi la risposta.

 Pier Angelo Gianni


20% in meno di auto vendute in un mese .. e non e’ finita.

In Inghilterra la crisi delle banche, del credito e del settore immobiliare si e’ propagata all’industria manifatturiera.  In settembre la vendita delle auto ha subito una forte flessione, il peggior risultato degli ultimi 10 anni. La vendita delle auto di lusso, le 4x4 e le SUV, dalla quale dipende molto dell’ utile dell’industria automobilistica, e’ diminuita piu’ del 40%. Questa tendenza si protrae da piu’ di 5 mesi e le perdite stanno diventando sempre piu’ pesanti. Si prevede che nel 2008 si venderanno in Inghilterra 300 mila auto in meno rispetto al 2007, - 20%. In ogni caso i compratori preferiscono acquistare auto piu’ economiche, come la Fiat 500 e la vendita delle “city cars” e’ aumentata del 17%.

I costruttori di auto di grossa cilindrata sono quelli piu’ a rischio perche’ sono abituati a cambiamenti lenti del mercato e non ce la fanno a riconvertire la produzione che ha bisogno di almeno 3 anni per progettare, costruire e lanciare un nuovo modello.

Il governo ombra (Conservatori, all’opposizione) reagisce alla notizia dichiarando che il governo Laburista in carica  dovrebbe svegliarsi per incentivare la rottamazione, idea vecchia. Le SUV, le auto di lusso e le 4x4 sono animali in via di estinzione, ed io dico finalmente. A Londra si vedono per strada molte auto ibride della Toyota. I giapponesi la lezione l’hanno capita qualche anno prima di noi ed ora raccolgono i frutti. Anche la Fiat 500 sta avendo un buon successo in Inghilterra, ma ha tradito la sua vocazione di auto economica e parsimoniosa, ora con il suo motore da 1400 cc e’ tra le piu’ potenti delle “city cars” in vendita, ma anche quella che inquina di piu’. Peccato. 

Pier Angelo Gianni            London, 6 October 2008  


 

 



La Chiesa d’Inghilterra, la crisi finanziaria e Marx

E’ la seconda volta in pochi giorni che leggo sui giornali inglesi riferimenti al pensiero di Marx, e scusate, non e’ da poco se succede in Inghilterra, santuario del capitalismo moderno e quando a citarlo sono i leader della Chiesa Anglicana.

L’Arcivescovo di Canterbury Dr. Rowan Williams ha sferrato un duro attacco al mondo finanziario condannando i banchieri definendoli “rapinatori” ed ha invitato la magistratura a intervenire per punirli. L'arcivescovo inoltre chiede a gran voce che si facciano nuove regole e che finisca la speculazione e la vita basata sul debito.

L’Arcivescovo di York, Dr. Sentamu, parlando in un convegno di banchieri londinesi ha detto che “chi ha approfittato della crisi finanziaria e’ un criminale” e che “le attuali regole del mercato finanziario sembrano prese da Alice nel paese delle meraviglie, tanto sono sballate”.

Inoltre ha dichiarato che la magistratura deve investigare ogni aspetto dei recenti avvenimenti (l’acquisizione della HBOS da parte dell Lloyds TSB) per punire chi ha abbandonato l’etica degli affari. “Noi siamo tutti adoratori del “ Dio denaro”, siamo suoi schiavi, nessuno e’ innocente”. Inoltre dice: “Chi ha guadagnato 190 milioni di sterline svendendo le azioni della HBOS, nonostante la solidita’ della banca e permettendo cosi' alla Lloyds TSB di comprarsela a prezzo di liquidazione, e’ un comune rapinatore” “L’Inghilterra ha costruito la sua solidita’ economica con le sue industrie manifatturiere e il denaro era il mezzo di scambio dei beni. In queste ultime settimane abbiamo visto il denaro non piu’ come mezzo ma lui stesso un oggetto da commerciare”.

E qui arriva la citazione di Marx. L’arcivescovo di York, di fronte ai banchieri dice “Marx, tanto tempo fa ha osservato che il capitalismo senza regole diventa una sorta di mitologia e trasforma in reale cose che in verita’ non hanno vita (il denaro). Dare vita a qualcosa che l’uomo hai fatto con le sue mani e’ esattamente quello che nelle sacre scritture viene chiamato idolatria.”
Spero che anche la chiesa cattolica condivida questo pensiero e il nostro parroco dica le stesse cose nella prossima predica della messa di Domenica.

Pier Angelo Gianni           London, 25 September 2008





La crisi e il capitalismo

La crisi finanziaria che sta facendo tremare tutto il mondo e' arrivata a Londra colpendo i piu’ grandi gruppi bancari.

La HBOS, proprietaria della Halifax e Bank of Scotland sta emanando in continuazione comunicati stampa per riassicurare i suoi 15 milioni di risparmiatori dopo che un’agenzia di “rating” aveva messo in dubbio la sua solidita’ finanziaria e le borse avevano reagito infliggendo alla HBOS  perdite in borsa del 41% in un batter d’occhio (rientrato poi a meno 22%). I giornali dicono che la Lloyds TSB e’ in procinto di comprarsela. Geoge Soros sentenzia ”mi spiace, non abbiamo ancora toccato il fondo, ma in un certo senso stiamo entrando nella bufera, non stiamo uscendo”.

E’ la crisi e la capitolazione del capitalismo?

Un articolo del “Times” di oggi (17 Settembre 2008) affronta questo problema da un’angolatura particolare che mi piace riassumervi. Il giornalista scrive: Il collasso della Lehman (banca americana) mostra, paradossalmente, che il meccanismo del mercato funziona. Hanry Paulson, ministro del tesoro degli Stati Uniti, rifiutandosi di intervenire a salvare la Lehman, ha praticamente richiesto ai bancari di risolversi da soli il “casino” che loro stessi avevano combinato. I presidenti ed il top management delle banche che avevano rischiato e guadagnato troppo ora devono pagare la loro arroganza manageriale. Il business che ha valore trovera’ una nuova casa e tutte le attivita’ marginali saranno spolpate da predatori e sciacalli, come in natura.

Questo fenomeno e’ cinico, atroce, doloroso e brutale, ma dimostra che il mercato funziona. Il giornalista si auspica che il governo inglese non agisca per arginare la crisi ma che lasci fare tutto al mercato, al massimo che la Banca d’Inghilterra controlli e prevenga l’aumento dell’inflazione.

L’articolista conclude citando addirittura Karl Marx (molto stano che si riesumi il padre del socialismo in un mondo dominato dal capitale). “Solo per il fatto che i soldi hanno valore, essi hanno acquisito l’occulta abilita’ di aggiungere valore a se stessi, produrre dei nuovi germogli, rigenerarsi, deporre uova d’oro”. Sara’ cosi’ in eterno? Dopo questa bufera di dimensioni inaudite il mondo finanziario sara’ diverso, piu’ sano ed  equilibrato? Speriamo.

Credo che “i soldi che fanno soldi” siano comunque un male per l’uomo. Noi abbiamo bisogno di un mondo sostenibile dove tutti possano vivere in pace, dove la priorita’ venga data all’equilibrio tra la natura e l’uomo e dove tutti quelli che nascono possano nutrirsi ed andare a scuola. Non ci salvera’ il mercato, ma la poesia,  la filosofia e la solidarieta’.

Pierangelo Gianni  London 17 September 2008


Il Massacro Delle Agenzie Immobiliari

Oggi sul “The Sunday Times” si legge che in Inghilterra “150 agenzie immobiliari chiudono ogni mese” e che 2000 agenzie hanno abbassato la saracinesca nell’ultimo anno con con la perdita del 50% del valore azionario delle grandi agenzie.  Il governo, per aiutare i compratori e per arginare la crisi, ha introdotto una "one year stamp-duty holiday" per proprieta' del valore non superiore a circa 220 mila euro (circa 2200 euro per compravendita), ma questa non ha spostato il problema di una virgola. In un anno gli immobili hanno perso il 10,5% del loro valore.

Il vero problema, secondo gli agenti, e’ legato alla mancanza di liquidita’ delle famiglie ed alla difficolta’ ad avere un mutuo. Le banche non si fidano piu’ dei clienti perche’ in Inghilterra le rate di ben 155600 mutui vengono pagati in ritardo e le banche si aspettano quest’anno di ri-impossessarsi di  45000 proprietà di clienti insolventi.

Cifre crude, percentuali fredde che nascondono un dramma collettivo. Scrive alla fine il giornalista ”e’ come risvegliarsi di mattina dopo una colossale sbronza collettiva del sabato sera. La cuccagna e’ durata troppo a lungo ed abbiamo guadagnato troppo, ora si vedono le conseguenze”.

I lavori al pratone della Deangeli proseguono, ora ci aspetta l’area della ex NIVEA. Chi acquistera’ questi appartamenti? Verranno mai finiti o, come predissi qualche anno fa, rimarranno degli scheletri vuoti pronti a diventare terra di nessuno? E’ stato, secondo il mio parere, l’ennesima scelta sbagliata fatta in un momento sbagliato, come tante altre iniziative intraprese a Gerenzano. Una scelta che ha totalmente distrutto il mercato immobiliare dei piccoli proprietari. Quando incominceremo a programmare il futuro in modo sobrio, sostenibile e rispettoso del territorio? Quando la smetteremo di usare il territorio come merce di scambio e non come il posto che ci da da mangiare, bere, lavorare e riposare, in una parola “vivere”?

Pierangelo Gianni       London  6 September 2008


IL PREZZO DELLA BENZINA STA CAMBIANDO LA NOSTRA VITA

Due belle notizie dal mondo del trasporto. La prima arriva dagli Stati Uniti d’America, dove un recentissimo studio ha dimostrato che gli incidenti sulle strade americane quest’anno saranno circa 37 mila, il 10% in meno rispetto all’anno passato. In US sono tornati ai numeri del 1961, ben 47 anni fa, quando il traffico non era ancora un problema. La causa, secondo lo studio, e’ da ricercarsi nella minor velocita’ degli automezzi dovuto al “caro petrolio”. La gente cerca di strizzare qualche miglio in piu’ dal pieno riducendo la velocita’ e giudando in modo piu’ tranquillo.

La seconda notizia arriva dall’Inghilterra: Un altro rapporto dimostra che gli alti prezzi della benzina stanno decongestionando le strade inglesi  perche’ la gente preferisce i mezzi pubblici all’auto. Nei primi sei mesi del 2008 il traffico stradale e’ diminuito del 12% rispetto allo stesso periodo del 2007 e la velocita’ di percorrenza e’ aumentata. L’indagine e’ stata condotta con i dati raccolti da 7500 telecamere posizionate sulle maggiori arterie stradali inglesi.

E da noi? Esistono indagini analoghe sulle tangenziali di Milano? Abbiamo visto dei miglioramenti? A me non sembra, le tangenziali sono sempre intasate, ma in particolare i treni nelle ore di punta scoppiano. Questo dimostra  che il nostro trasporto pubblico e’ inadeguato e nell’interland milanese l’auto e’ quasi indispensabile per andare al lavoro. La politica ha tergiversato per anni non investendo nel trasporto pubblico privilegiando il trasporto privato su gomma (anche se a dire la verita’ ci sono state tante promesse e dichiarazioni, ma ben pochi fatti). La Varesina Bis, la Pedemontana e l’Expo 2015 nascono gia’ vecchi, dei dinosauri  in Padania Jurasic Park. 

Pierangelo Gianni       London  28 August 2008

 

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