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Sotto questo cielo
che non è mio
dove la luna gioca
a rimpiattino,
ascolto fontana di
Trevi
cantare, ignara
del mio destino,
la melodia di
allora.
Ma come d'incanto
in un sussurro
quasi, il mio nome
sento pronunciare
ed il tuo volto
d'un tratto
mi appare tra le
pieghe della notte.
I tuoi occhi, oh,
i tuoi occhi
laghi misteriosi e
profondi
mi guardano
dolenti.
Accarezzarti
vorrei
un istante
soltanto,
ma la notte buia
una volta ancora
ti ha portato via.
L. T.
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