|
QUELLA
MATTINA DI NATALE
Quella mattina di Natale Gesù
Bambino si era svegliato molto presto. L’idea dei regali sotto l’albero
addobbato la sera prima con fiocchi d’argento lo rendeva particolarmente
felice. Scese dal suo lettuccio di nuvole morbide, infilò le pantofoline di
nuvola azzurra che l’angioletto gli aveva preparato e corse in cerca dei
suoi regali.
Erano
regali leggeri e volavano come piume e il Bambino Gesù si divertiva a
rincorrerli.
Gli
angeli cantavano e in quel giorno particolare indossavano tuniche
sfavillanti di seta.
Gesù
Bambino, correndo, si avvicinò al bordo del terrazzo rivestito di petali di
rose, “non sporgerti troppo” lo ammonì Dio Padre, potrestri cadere. Lo
ammoniva sempre.
Gesù,
come tutti i bambini, era curioso e voleva sapere cosa mai ci fosse li’
sotto di tanto pericoloso; nonostante i suoi sforzi non riusciva a vedere
proprio nulla.
Disobbediente, decise di scendere e si avvicinò alla scala argentata poco
distante, ma la voce severa di Dio Padre lo fece trasalire. Gesù tolse il
piedino. Si chiedeva sempre come facesse il Padre suo ad accorgersi di
tutto.
Si
annoiava il Bambinello, si sentiva solo e testardo com’era chiese ad un
angelo di accompagnarlo verso quel luogo misterioso, tanto per fare una
passeggiata insolita. L’angelo non avrebbe voluto, ma Gesù Bambino gli
faceva tenerezza.
Così
aiutò il piccolo a scendere gradino dopo gradino, e stranamente, man mano
che scendevano i gradini scomparivano. Appena sulla terra l’angelo scomparve
pure lui e Gesù si ritrovò solo e immerso in un’atmosfera buia, fredda.
Ripensò alle parole di Dio, ed ebbe un brivido. Si rendeva conto di averla
fatta grossa questa volta.
Tutto era
così inospitale, non c’erano angeli ad attenderlo, non soffici nuvolette
sotto i suoi piedini e la paura si faceva strada nel suo cuoricino, la paura
che prima non conosceva.
Una luce
fioca si intravedeva però da lontano, quasi volesse indicargli la via.
Si fece
coraggio e, con passi lenti e insicuri, con le sue pantofoline di nuvoletta
azzurra si diresse verso quel richiamo che gli ricordava il suo cielo.
Ad ogni
passo che faceva, fiori profumati e variopinti nascevano attorno a lui; e si
inchinavano, e sussurravano increduli: “È il Figlio di Dio! Oh, sì, è
proprio lui, è sceso dalle stelle. Oh, notte Divina!”
Tutto
attorno era desolazione, sentiva freddo e non poteva neppure chiamare
l’angioletto suo compagno di giochi affinché gli portasse la sua copertina
preferita fatta di stelline intrecciate.
Quella
luce che aveva intravisto si faceva sempre più intensa, più luminosa, man
mano che si avvicinava e stranamente gli sembrava di conoscerla.
Ma sì,
certo, ora ricordava, era la Cometa. Perché mai si trovava in quel luogo
deserto invece di illuminare lo spazio celeste nelle notti senza luna?
Gesù vide
una capanna. Si avvicinò cauto sulla punta dei piedi, che strana cosa e che
strano luogo pensò, varcò la soglia; i piedini gli dolevano ed aveva perso
anche una pantofolina e zoppicava.
All’interno vide un bue, un asinello, pastori che pregavano... Che strani
angeli si disse. I suoi occhi ormai stanchi cercavano angeli dorati con le
ali spiegate pronti ad esaudire ogni suo desiderio e magari un lettuccio di
morbide nuvole dove riposare.
Una donna
in ginocchio le mani giunte pareva anch'essa pregare, ma vide che piangeva.
Le si
avvicinò, le sollevò il velo che le copriva il volto.... oh, quel volto!
Dove lo aveva già visto? Cercò di ricordare, gli era difficile, era troppo
piccolo, troppo stanco.
La donna
gli porse dolcemente le mani, lo prese in braccio e lo avvolse nel suo velo
dai riflessi d’argento; ora si sentiva come a casa. “Ti aspettavo”, disse
lei, con un filo di voce.
“Allora
perché piangi”? Chiese il piccolo. E già il sonno gli pesava sulle palpebre.
“Perché
so chi sei, e so cosa ti attende, per questo piango”.
E il
Bambin Gesù che tutto sapeva perché era figlio di Dio, si strinse a lei e si
addormentò esausto, ma felice di quell’abbraccio, sognando un piumino di
tenere nuvole e Dio Padre che sicuramente in collera lo stava cercando.
Ma Dio
suo Padre, sapeva, certo che sapeva, e non poteva fare nulla contro il
destino di quel suo Figlio che tanto amava.
L
T 17 Dicembre 2004
LA
CORONA DELL'AVVENTO |