
Non ho
piu’ niente da comunicare,
le
favole rosa e azzurre le ho finite.
Non
dormo piu’,
mi
rigiro sudato nel mio viola profondo.
Non
rido piu’,
il mio
sguardo si e’ spento di colpo.
Come
uno zombie mi nutro di carogne,
di
corpi senz’anima,
nel
disperato tentativo di trovarne una.
Non la
pretendo bianca,
ma
almeno che non finga di esserlo.
Anche
del peggior blasfemo la vorrei,
a
patto che sia stato cosciente di esserlo, fino alla
fine.
Anche
solo in prestito la vorrei,
per
quel che mi resta da vivere,
perche’ sopravvivere non mi interessa.
Voglio
sbagliare nella convinzione di farlo
e non
voglio ingannarmi che sia la cosa giusta,
nascondendo la polvere sotto il tappeto.
State
alla larga, non sono un agnello.
Io
sono un lupo, quello piu’ nero.
Roberto Costa
(Marzo 2006)