Il mio passo incerto
Le sue braccia forti, vigorose
Il mio ansimare allo
sforzo
Le sue parole rassicuranti,
tenere
Il mio sonno insicuro
La sua veglia accorta
Io, il noioso malato
Lei, la mia ombra anche
spirituale
Grazie di esistere, le
dico
Ti seguiro' sino alla
guarigione, mi risponde
Un malato ringrazia
chi lo assiste
La sua infermiera gli
sorride.
Daniel Pasquino
(Aksai, 1 Aprile 2006)