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Il Profeta Elia in un dipinto di De
Ribera

Il dio russo Perun in un dipinto di Klimenko |
Quando Elia fece pipi’
nel fiume
In tutti i paesi di lingua russa i primi giorni di
Agosto coincidono con la fine della stagione dei bagni nelle acque dei
fiumi. Arrivano i primi temporali, la gente dice che le giornate si
accorciano e l’acqua diventa troppo fredda per bagnarsi all'aperto.
le mamme russe usano con i loro bambini piccoli una
frase irriverente, ma molto carina: - Non andare al fiume a fare il
bagno, il profeta Elia ha fatto pipi’ nell’acqua -.
Frase strana e incomprensibile. Perche’ mai Elia avrebbe
sporcato l’acqua proprio all’inizio di Agosto? Qual’e’ il nesso fra il
profeta Elia e la fine della stagione dei bagni?
Invece c’e’ un nesso molto
stringente che a noi di estrazione cattolica sfugge. Per i Cristiani
Ortodossi il profeta biblico Elia e’ “Elia il folgoratore” [Il'ja
Gromovnik] e nelle icone viene raffigurato seduto su un carro
di fuoco che scaccia i diavoli con i fulmini. I contadini russi erano
molto devoti al profeta Elia, soprattutto perché
pensavano controllasse le forze della natura, fra cui la pioggia che
bagnava i loro raccolti e il fuoco che bruciava le loro case.
Ma questa venerazione nelle terre russe e’ ancora piu’
antica, infatti si pensa che col Cristianesimo Il profeta Elia sostitui’
“Perun”
il dio supremo degli antichi Russi, fabbricatore della folgore,
signore del cielo e del tempo atmosferico.
Vi propongo anche un passo
integrale della Bibbia riguardante il profeta Elia e l'acqua. Il testo
e’ talmente bello che il riassunto ne sminuirebbe la poesia.
Da una frase banale, magari ripetuta cento volte senza
pensarci ci sono millenni di storia, tradizioni e credenze.
Dunque......mi raccomando, se siete in Russia, niente bagni dopo
ferragosto!
P.A Gianni (Agosto 2006)
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Dalla
Bibbia:
Elia si presenta ad Acab
Dopo molto tempo, il Signore disse a Elia, nell`anno terzo: "Su,
mostrati ad Acab; io concederò la pioggia alla terra". Elia andò a farsi
vedere da Acab.
In
Samaria c`era una grande carestia. Acab convocò Abdia maggiordomo. Abdia
temeva molto Dio; quando Gezabele uccideva i profeti del Signore, Abdia
prese cento profeti e ne nascose cinquanta alla volta in una caverna e
procurò loro pane e acqua. Acab disse ad Abdia: "Và nel paese verso
tutte le sorgenti e tutti i torrenti della regione; forse troveremo erba
per tenere in vita cavalli e muli e non dovremo uccidere una parte del
bestiame". Si divisero la regione da percorrere; Acab andò per una
strada e Abdia per un`altra.
Mentre Abdia era in cammino, ecco farglisi incontro Elia. Quegli lo
riconobbe e si prostrò con la faccia a terra dicendo: "Non sei tu il mio
signore Elia?". Gli rispose: "Lo sono; su, dì al tuo padrone: C`è qui
Elia". Quegli disse: "Che male ho fatto perché tu consegni il tuo servo
ad Acab perché egli mi uccida? Per la vita del Signore tuo Dio, non
esiste un popolo o un regno in cui il mio padrone non abbia mandato a
cercarti. Se gli rispondevano: Non c`è ! egli faceva giurare il popolo o
il regno di non averti trovato. Ora tu dici: Su, dì al tuo signore: C`è
qui Elia! Appena sarò partito da te, lo spirito del Signore ti porterà
in un luogo a me ignoto. Se io vado a riferirlo ad Acab egli, non
trovandoti, mi ucciderà; ora il tuo servo teme il Signore fin dalla sua
giovinezza. Non ti hanno forse riferito, mio signore, ciò che ho fatto
quando Gezabele sterminava tutti i profeti del Signore, come io nascosi
cento profeti, cinquanta alla volta, in una caverna e procurai loro pane
e acqua? E ora tu comandi: Su, dì al tuo signore: C`è qui Elia? Egli mi
ucciderà". Elia rispose: "Per la vita del Signore degli eserciti, alla
cui presenza io sto, oggi stesso io mi mostrerò a lui".
Abdia andò incontro ad Acab e gli riferì la cosa. Acab si diresse verso
Elia. Appena lo vide, Acab disse a Elia: "Sei tu la rovina di Israele!".
Quegli rispose: "Io non rovino Israele, ma piuttosto tu insieme con la
tua famiglia, perché avete abbandonato i comandi del Signore e tu hai
seguito Baal. Su, con un ordine raduna tutto Israele presso di me sul
monte Carmelo insieme con i quattrocentocinquanta profeti di Baal e con
i quattrocento profeti di Asera, che mangiano alla tavola di Gezabele".
Elia e i profeti di Baal
Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti sul monte Carmelo.
Elia si accostò a tutto il popolo e disse: "Fino a quando zoppicherete
da enbrambi piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal,
seguite lui!". Il popolo non gli rispose nulla. Elia aggiunse al popolo:
"Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal
sono quattrocentocinquanta. Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano
uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io
preparerò l`altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il
fuoco. Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del
Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio!". Tutto
il popolo rispose: "La proposta è buona!". Elia disse ai profeti di
Baal: "Sceglietevi il giovenco e cominciate voi perché siete più
numerosi. Invocate il nome del vostro Dio, ma senza appiccare il fuoco".
Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal
dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: "Baal, rispondici!". Ma non si
sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano a saltare intorno
all`altare che avevano eretto. Essendo già mezzogiorno, Elia cominciò a
beffarsi di loro dicendo: "Gridate con voce più alta, perché certo egli
è un dio! Forse è soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso
mai fosse addormentato, si sveglierà". Gridarono a voce più forte e si
fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a
bagnarsi tutti di sangue. Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano
da invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire i
sacrifici, ma non si sentiva alcuna voce né una risposta né un segno di
attenzione.
Elia disse a tutto il popolo: "Avvicinatevi!". Tutti si avvicinarono. Si
sistemò di nuovo l`altare del Signore che era stato demolito. Elia prese
dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei discendenti di
Giacobbe, al quale il Signore aveva detto: "Israele sarà il tuo nome".
Con le pietre eresse un altare al Signore; scavò intorno un canaletto,
capace di contenere due misure di seme. Dispose la legna, squartò il
giovenco e lo pose sulla legna. Quindi disse: "Riempite quattro brocche
d`acqua e versatele sull`olocausto e sulla legna!". Ed essi lo fecero.
Egli disse: "Fatelo di nuovo!". Ed essi ripeterono il gesto. Disse
ancora: "Per la terza volta!". Lo fecero per la terza volta. L`acqua
scorreva intorno all`altare; anche il canaletto si riempì d`acqua. Al
momento dell`offerta si avvicinò il profeta Elia e disse: "Signore, Dio
di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu sei Dio in
Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo
comando. Rispondimi, Signore, rispondimi e questo popolo sappia che tu
sei il Signore Dio e che converti il loro cuore!". Cadde il fuoco del
Signore e consumò l`olocausto, la legna, le pietre e la cenere,
prosciugando l`acqua del canaletto. A tal vista, tutti si prostrarono a
terra ed esclamarono: "Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!". Elia disse
loro: "Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno!". Li afferrarono.
Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scannò.
Elia fa cadere la pioggia
Elia disse ad Acab: "Su, mangia e bevi, perché sento un rumore di
pioggia torrenziale". Acab andò a mangiare e a bere. Elia si recò alla
cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la sua faccia tra le
ginocchia. Quindi disse al suo ragazzo: "Vieni qui, guarda verso il
mare". Quegli andò, guardò e disse. "Non c`è nulla!". Elia disse:
"Tornaci ancora per sette volte". La settima volta riferì: "Ecco, una
nuvoletta, come una mano d`uomo, sale dal mare". Elia gli disse: "Và a
dire ad Acab: Attacca i cavalli al carro e scendi perché non ti
sorprenda la pioggia!". Subito il cielo si oscurò per le nubi e per il
vento; la pioggia cadde a dirotto. Acab montò sul carro e se ne andò a
Izreel. La mano del Signore fu sopra Elia che, cintosi i fianchi, corse
davanti ad Acab finché giunse a Izreel.”
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