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Quando abitavo a Milano, negli anni fine 60 e 70, avevo la bella abitudine e sentivo le necessità di lasciare la città il sabato pomeriggio, per trascorrere il week end davanti all'ingresso delle
grotte strapiene di fossili rari a Bolca di Vestenanova , nella Valle dell'Alpone, in provincia di Verona. Ricordo che stavo ore e ore all'aria aperta, sotto il sole o la pioggia...non aveva importanza! Con mio marito, appassionato anche lui come me, lavoravo di
scalpello come un'artista che crea la sua statua e lavoravo con molta accuratezza, affinchè il pezzo di lastra da dividere in due, per trovare il fossile, non si rompesse sotto i colpi del martello.
Ho trovato nei detriti della "Pesciara", così era chiamata la grotta dai fossili più importanti per la loro rarità e belli da vedere, un pesciolino,un ciuffo di alghe, una foglia
piegata in due, un rametto di felce , che all'ultimo momento, quando stavo per finire, mi si è totto in tanti pezzi: avrei pianto se il signor Cerato, proprietario della cava e del museo di fossili, non mi avesse consolata , dicendomi che
succede spesso anche a loro scavatori e che basta incollare i pezzi...il valore rimane sempre.
Il pezzo importante che ho trovato, a parte le conchiglie di mare ancora con i rilievi come fossero raccolte adesso, è stato il verme....un verme fossile! Ricordo ancora l'emozione provata: ho diviso la
lastra al punto giusto, indicatami da un esperto (eravamo in tanti in mezzo ai detriti, dento la cava era proibito entrare) e mi sono trovata con un verme di 45 milioni di anni fa, periodo dell'Eocene medio (era terziaria). E' stata una sorpresa piacevole e poi è
costituito un vanto perchè mostravo orgogliosa il "mio" verme a tutti quelli che venivamo a trovarmi . L'ho portato a scuola per farlo vedere ai miei alunni, ma anche alle altre maestre che potevano essere interessate a quell'argomento o fare scaturire l'interesse per
i fossili ai loro ragazzi.
Maria Luisa Sotgiu
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