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Qualsivoglia genere di
evento,
il metro di valutazione adatto
é sigillato dentro la mente
di ciascun individuo pensante,
in ragione e follia.
Io faccio ormai parte
di una generazione ubriaca,
che ha smarrito valori e speranze,
conscia di utopie e sconfitte,
imbevuta di stenti e silenzi,
come il mare al petrolio.
Valutavo istintivi concetti,
mi spremevo il cervello all'estremo,
di una pazzia che logora l'anima,
avevo fiducia nel prossimo,
nel mondo.
Ora il mio metro di valutazione
non é altro che la somma tangibile,
di mille esperienze che tolgono il fiato,
di minuscole fiamme geniali
che lasciano acceso nel petto
un impavido cuore.
Qualsiasi frase,
qualsiasi parola sfuggita negli anni,
ciascuno di noi poveri uomini fieri
l'ha sentita echeggiare e diffondersi,
nei luoghi ove omertà ha portato abbandono,
ove ignoranza ha sfamato sensi di colpa
di un'intera razza.
Io sono misantropo,
con occhi in disparte che osservano,
in ragione e follia
come mare ribelle.
(D.P.)
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