Il silenzio
è dei colpevoli
Il silenzio é muto.
Parla povero diavolo, parla.
Parla in mezzo a tutti quei monologhi
incapaci di ascoltare le altre voci.
Parla e fai sentire il tuo pensiero,
non lasciare fermo il tuo punto di vista
fallo muovere attorno, dentro.
Il silenzio è degli ipocriti,
degli esseri più ignobili senza spina
dorsale,
è distintivo folle della gente ai margini
come se lo stare sempre zitti fosse qualità,
simbolo di salvezza in tutta quest'immondizia
che non ha bisogno di altra indifferenza.
Parla!
Parla signore alla fermata,
tu che sei immerso a testa bassa sul
giornale,
staccati dalla notizia idiota e schioda il
culo
da quella panchina a forma di rallentatore,
parla senza pentimento ansioso,
parla e sputa la sentenza.
Il silenzio è dei colpevoli,
tra le righe di ogni innocuo e vago prologo,
verità nascoste in fotogrammi veloci e
inafferrabili
sussurrate a bassa voce, a stenti,
parla come chi non ha più nulla da perdere,
parla e fatti un'opinione
altrimenti il loquace ti schiaccia.
Parla!
Il silenzio non è sempre buono,
troppo silenzio fa scadere il tempo,
fa crollare certezze dove svaniscono
intenzioni,
le emozioni sfumano.
Fine delle trasmissioni,
il silenzio assenso è disinformazione,
il silenzio interminabile è nei titoli di
coda
delle persone vuote di passione,
onde medie distorte dalla radio
in vita a sottofondo.
Parla ed elimina le attese,
urla la tua storia al mondo,
piuttosto che voltarti e darci le spalle,
urla le tue paure, la tua gioia, il tuo
dolore,
parla fuori dai timori più profondi
e fanculo le pretese degli spettatori,
ciò che conta è la tua voce
che riecheggia oltre.
Il silenzio é al di là
dell'assoluto muto.
David Pedrani - (1 Giugno 2006)