Stralci di esistenza terrestre,
mescolati e fusi nella visione semplice
di
occhi che vivono un trentennio,
nell'attesa di varcare il punto
che
separa gli eventi.
Nell'aria il profumo agro-dolce
di un
ambiente familiare,
evoluzioni insolite e insistenti
a
smuovere il frastuono originario
di una
cittą che corregge i battiti,
che
scivola negli anni.
Io
sono immobile alla scrivania,
eppure
viaggio da un mondo all'altro
con le
dita di una mano.
Io
sono mutevole figura
che
danza nella notte breve,
che
respira al neon di una luce flebile
intrappolata in un edificio a specchi,
oltre
il riflesso il cielo grida.
Sulla
tomba del nemico
torno
solamente quando rido.
Ultimamente
rido
spesso.
Stralci di esistenza,
minuscole porzioni di illusione,
noi
pochi stretti nella casa
finalmente viva.
(D.P.)