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STAND BY ME - ricordo di un’estate
Se qualcuno
di voi in passato è stato bambino, sa che racconti semplici come questo
avranno sempre un posto speciale tra i ricordi.
Se qualcuno
di voi non ha dimenticato con quali luci e profumi vibra il mondo quando
si hanno meno di dieci anni, c’è una possibilità per i bambini di oggi e
di domani che questo continui a succedere.
Era
un’estate alla fine degli anni ’80… non avevo ancora dieci anni e, per
questo, quel che la memoria trattiene di quella giornata galleggia
sospeso tra sogno e realtà.
Un gruppo di
ragazzini con scarpe da tennis, pantaloni della tuta e zainetto si
preparano a lasciare le loro case per compiere un viaggio avventuroso
che li condurrà dal condominio “Stella” di via Clerici alla Cascina
Soccorso.
L’entusiasmo
è alto, la voglia di mettersi in marcia si fa sentire e così si parte,
fantasticando su quel che ci attende una volta abbandonata la strada
asfaltata. Già… perché la parte più divertente di questa odissea sarà
attraversare il fontanile San Giacomo e i campi che dividono (o uniscono
- a seconda del punto di vista) Gerenzano e Uboldo.
Ci aspettano
liane, fate e gnomi, insetti terribili e magnifiche farfalle. Ci
aspettano chilometri e chilometri di cammino con almeno mille soste per
bere quel che nonni e genitori hanno infilato nel provvidenziale zaino.
Ci aspettano momenti difficili perché, durante viaggi simili, c’è sempre
qualcuno che ha bisogno di un sorriso per andare avanti. L’epica
studiata nei successivi anni di scuola non sarà nulla al confronto di
questo.
Non saprei
parlarvi di episodi precisi avvenuti durante quest’impresa. Ricordo la
voglia di arrivare alla meta e le risate quando qualcuno è cascato nel
fontanile tentando un attraversamento su un immaginario ponte sospeso.
Ricordo la curiosità di vedere da vicino gli animali da cortile e le
mucche, la gioia e la soddisfazione di mangiare il pranzo al sacco.
Era pura
voglia di scoprire, di conoscere, di crescere. E di farlo insieme, con
il sostegno e la pazienza di una guida sicura: Pier Angelo Pedersini.
Queste foto
e ciò che quest’esperienza ha lasciato in me, filtrata da molti anni e
da altre avventure, sono il mio modo di ringraziare Pier (anzi “IL
PIER”) e i miei compagni di viaggio, ormai in cammino su strade diverse.
Spero, un
giorno, di poter ringraziare anche chi avrà impedito la costruzione
della tangenzialina, preservando il magico scenario di questo ricordo.
Sara
De Palo
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