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Non voltarsi più indietro
 

Il bacio. È quanto di più sensuale esista. Null’altra pratica può reggere il confronto. Nessun tipo di petting o di carezza o tocco può avvicinarsi all’erotismo del bacio. Neppure la visione del nudo corpo è capace della stessa eccitazione che suscita il baciarsi. Non vi è dubbio alcuno ed è da quando sono ragazzina che lo sostengo. È da quando ho iniziato a baciare che ho scoperto quanto sia questo passionale. Più del sesso, più del sudore sulla pelle durante l’atto, più del sapore del sesso sulle labbra. L’orgasmo è senza dubbio qualcosa di più intenso, qualcosa che inibisce ogni mia ragione, ma è di diverso dalla passione del bacio. Inoltre, l’orgasmo è infimo e non ti guarda in volto mentre viene. È subdolo e ti trascina oltre la ragione, costringendoti a scelte non volute. Il bacio no. Il bacio è schietto, forse anche ingenuo, ma non mente, con me non l’ha mai fatto.
Il bacio. Il più passionale è quello proferito appena varcata la porta di casa, il più dolce è quello dell’addio. Ho baciato in decine di modi differenti, usando altrettanta diversa passione unendo le labbra. Ci sono stati baci delicati, dove le labbra si sono sfiorate appena, come il vento sfiora l’erba o come l’acqua del lago lambisce le sue sponde. Ci sono stati baci più intensi dove ho sentito denti mordermi catturati dall’eccitazione, come vulcani non più capaci di contenersi o come i ghiacci che si spezzano e precipitano nei mari, potenti, audaci, fieri.
La lingua. Questa è l’apice del gesto. Poco prima di lei, ci sono ancora le labbra. Stringersi reciprocamente le labbra è divertente, quell’aprire e chiudere la bocca è davvero accattivante, rapisce ogni muscolo di me ed è una delle poche volte che chiudo gli occhi baciando. Ma dura poco, perché lei è lì pronta dietro ad un muro di denti ormai già aperti, lei è lì che aspetta ed è già stata sfiorata dal fiato di chi abbiamo davanti. No, non può stare ancora per molto inerte, deve andare.
Ho incontrato lingue che mi entravano dentro con violenza, altre carezzarmi e inumidirmi le labbra. Poco cambia, quando la sento presentarsi all’ingresso di me e le concedo di entrare per poi spingere la mia e gustare quel nuovo sapore è estasiante. Giocare con l’altra lingua come nuvole che scivolano nel cielo o come fulmini che impattano al suolo, è fantastico.
Posso affermare che una donna bacia con più desiderio, con maggiore intensità. Un uomo con più impeto, con maggiore voluttuosità. Indubbio, ogni bacio è unico, ma una sorta media posso azzardarla, una come me può arrogarsi il diritto di farlo.
Il bacio, ironia della sorte, è il vettore del messaggio che da più tempo mi è sussurrato. Un bacio, non avrei mai creduto fosse lui l’araldo che con voce strozzata mi conferma che è tutto finito, che è giunto il giorno di non voltarsi più indietro. Con strana parola, con un linguaggio che solamente io posso decifrare, mi comunica che è tutto finito, che è giunto il giorno di lasciare. E non lo fa costringendomi a tenere chiusi gli occhi, non lo fa togliendomi la passione, non lo fa privandomi di brividi, non lo fa bloccandomi le labbra, non lo fa impedendo al vento di soffiare, al ghiaccio di spezzarsi e alla neve di cadere. La fa con più cattiveria. Per la prima volta, dopo tanti e tanti appuntamenti e quando credevo d’essere ormai un automa, sento incontrollabili conati di vomito al sapore del sangue nella bocca. Una volta mi divertiva. Credo di ricordare così.

Marco Sicheri (msicheri@hotmail.it)

 

 

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