|
Il tempo passa
Nota 751 da “Chiudi gli occhi Giulia”
Possiamo lamentarci di un amore mancato, di un’amicizia
persa. Possiamo temere il maniaco di turno, le malattie. Possiamo anche
disperarci per il denaro che manca, per la cena che brucia. Possiamo
piangere un parente scomparso, un amico. Ma è del tempo che dobbiamo
davvero avere paura, perché passa, scivola via dalle mani e non lo si
vede, non lo si può toccare, non lo si può affrontare. Ed è veloce. Un
mese sembra un periodo lungo. Un anno, eterno. Ma non è così.
Sembra ieri che me ne sono andata di casa, invece sono
passati quattro anni che non riavrò mai indietro. E cosa ho costruito in
questi quattro anni? Cosa stringo nei pugni?
Sono stata in nord Europa e in Antartide, questo vale
quattro anni di vita? Forse sì.
Sono alla soglia dei ventidue e appena li avrò
festeggiati, inizierò a sentire i venti tre. Cosa sto costruendo? Forse
nulla, ma, infondo, non è qui che voglio “edificare”. Sono altre le
terre che bramo. Qui voglio tornarci solo per riposare al fianco di mia
sorella.
Mi dicono che sono una pazza capace di tutto, che ho
avuto il coraggio di partire per l’Antartide tutta sola. Già, peccato
che non trovo il coraggio di realizzare il mio sogno e dare un senso a
me. Eppure sembra così, facile. Basterebbe uscire da quella porta e non
voltarsi più.
Il tempo passa.
Marco Sicheri (msicheri@hotmail.it)
|