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Salvo m’interroga: “Da quanto vedi Andrea?”. Mi avverte: “Lo sai che è
fidanzato?”. Mi rimprovera: “Sbagli.”
Faccio spallucce ad ogni frase. Non m’interessa, sto passando dei bei
momenti con lui e sono felice. Riesco ad esserlo anche se sono
consapevole che, una volta uscito da casa mia, corre a rifugiarsi fra le
braccia di un’altra ragazza, forse dimenticandosi di me. È incredibile,
me ne rendo conto e ad essere oneste un po’ ci soffro, ma l’inquietudine
svanisce presto, sono sola e posso uscire dove, come e quando voglio.
Quindi, la macabra e tetra felicità che mi regala è sufficiente ed è
l’unica che posso avere.
Salvatore riprende la parola.
«Vabbè, fai come vuoi» apre il frigo e afferra l’ultima bottiglia di
birra.
«Visto che hai tanta voglia di parlarne: mi ci vedresti fidanzata con
Andrea?»
Mi siedo e lo osservo litigare con una forchetta per aprire la bottiglia.
È un testone, è capace di stare minuti a faticare, piuttosto che usare
il cavatappi che c’è nel cassetto.
«Chi tu?»
«Sì io, ci sono altre persone qui dentro?»
Gira o sguardo e fa il deficiente.
«Ma, potresti avere qualcuno chiuso nell’armadio… anche qualcuna.»
Mi alzo, gli strappo la bottiglia dalle mani, la apro e bevo per prima.
«Sei un cretino.»
Ride spalancando la bocca.
«Va bene, va bene, ti rispondo se proprio vuoi sentirtelo dire» una
pausa per bere. «La risposta è no. E non con lui in particolar modo. Non
t’immagino fidanzata in generale. Almeno non oggi. Magari fra qualche
anno. E non è per via del tuo lavoro. Ti spiace?»
«Non so.»
Finiamo la birra e andiamo in centro. Sabrina ci aspetta.
Marco
Sicheri (msicheri@hotmail.it)
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