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Nota 677
da “Chiudi gli occhi Giulia”
Andrea
dorme pacificamente sul letto e io passo delicatamente le dita sulle
cicatrici che gli popolano la schiena. Le ho contate, sono sette e tutte
diverse. Alcune sono tonde, altre dei solchi, altre dei rilievi. Ma una
in particolare m’incuriosisce e mi piace toccare, la più grande. È lunga
una spanna e si vedono chiaramente di segni dei punti di sutura. La
tipica cicatrice da film o da cartone animato, una ferrovia con un solo
binario. Un po’ alla “Capitan Harlok”.
Gli ho chiesto più volte quando se l’è procurata, non mi ha mai risposto.
Così sto fantasticando sulle possibili cause. Lavoro? Probabile, almeno
questa di “Capitan Harlok”, mentre le altre sembrano più vecchie.
Gioventù esagitata? Facile, Andrea non è certo un ragazzo tranquillo.
Sobbalza quando ci striscio sopra le unghie. Ritraggo la mano, non
voglio svegliarlo. Torno a toccarlo appena riprende un respiro profondo.
Considerazione conclusiva: io che ho una cicatrice sotto l’occhietto,
potrei essere la mogliettina di Harlock?
Marco
Sicheri (msicheri@hotmail.it)
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