
“Parlami
dei tuoi occhi”
Sono banalmente nascosti da piccoli
occhiali. Una mancanza che non impedisce loro d’essere estremamente
curiosi. Si muovono come locuste per inghiottire tutto ciò
che li circonda. Nulla vorrebbe sfuggirgli e le immagini voracemente
acciuffate, sono archiviate per far scaturire tutte quelle domande che
vorrebbero immediate risposte. Si fermano solo davanti alla bellezza e
in quegl’istanti, estasiati, la contemplano per tutto il tempo
necessario.
Sono occhi meno tristi o almeno
cercano d’esserlo. Pienamente consapevoli che in nessuno
è assente un velo di
malinconia, provano a spalancarsi. Consci di quel vezzo d’angoscia che
piega la schiena, sbattono rapidi.
I miei occhi. Forse sono l’unica
parte del corpo a ricordarsi bene che Lei esiste, così
non perdono tempo e bruciano ogni attimo. Al contrario, la mente se ne
scorda, ed è un peccato
che Lei non ricambi il favore.
I miei occhi piangeranno ancora, ma
non oggi.
Marco Sicheri (Maggio 2006)
msicheri@hotmail.it
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