|
Recitare la mia parte
Nota 152 da “Chiudi gli occhi Giulia”
Vorrei che
fossero tutti come lui, più o meno, non ne sono davvero certa.
Entro e
ricevo i soldi ancora prima di togliere la borsetta dalla spalla. Ci
sediamo, beviamo, fumiamo e parliamo per un’ora. Desidera solamente
parlarne, mi chiede di raccontargli le mie esperienze ed io sono pronta a
farlo con un accattivate sorriso. La metà degli aneddoti li invento, e con
una certa maestria a giudicare dai suoi apprezzamenti. Sono felice che si è
accontentato di immagini astratte per appagare i propri bisogni, perché
stavo troppo bene seduta su quella poltrona a riempirmi di whisky
invecchiato dieci anni.
Finisce il
tempo ma gli regalo altri dieci minuti. Uscendo lo bacio e lui trasforma il
semplice contatto di labbra in qualcosa di più intimo. Glielo permetto e
contraccambio chiudendo gli occhi e facendogli scivolare le mani dietro il
collo. Mi stacco da lui, lo saluto con un largo sorriso e mi allontano senza
più voltarmi.
Il tempo di
uscire in strada ed ho completamente dimenticato i tratti del suo volto.
Marco Sicheri
(msicheri@hotmail.it)
|