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Tirolo: Sfuggo.
"Ritaglio
attimi e batto tasti per darti qualche mia parola, qualche pensiero, il
messaggio che ricordo te. Qua e là. Suono a destra e mi volto, rumore a
sinistra e mi giro. Segue una chiamata, si accoda un dovere, subentra
una necessità. Allora batto, leggo, parlo, discuto; discuto perdendo
“l’aitanza”, non è costruttiva. Ancora mi muovo, di fretta raccolgo una
valigetta che non si svuota ormai più e mi allontano. Torno che
l’oscurità si è allungata dagli angoli, suo costante dominio, e ha preso
possesso di ogni superficie calpestabile. Posso scegliere: luce di uno
schermo, luce di una lampada da comodino. Entrambe sembrano scaturire
solitudine. Scelgo di dormire."
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Figure sbiadite, immagini nitide
"Un
camino scoppiettante confonde il battere della pioggia sui vetri che
distorgono le immagini come occhi irritati, come occhiali sbagliati,
come riflessi di un lago, con il risultato di figure sbiadite. Giacconi
aperti sul divano e maniche intrecciate in un abbraccio. Scarpe
dimenticate appena oltre l'uscio, scarpe che rilasciano il loro bagaglio
di pioggia. Ruscelli silenziosi si allungano come steli di grano, come
vita dalla terra. Del vapore sale dai fornelli: tè o caffè?
L'acqua si consuma completamente, la pioggia non scende, il fuoco non
arde, la legna non brucia, i vetri sono asciutti, le immagini sono
nitide. Spariscono i giacconi, spariscono le scarpe.
Non più pelle che si sfiora."
Marco
Sicheri (msicheri@hotmail.it)
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