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I
DOLCETTI DELL'AVVENTO
Cari amici di Gerenzano Forum,
in Alto
Adige c’era la tradizione di preparare i dolcetti natalizi in casa: ogni
donna iniziava, con la prima domenica di Avvento, a confezionare i biscotti
che necessariamente bisogna fare all’inizio di dicembre, i «Lebkuchen»,
perché hanno ingredienti particolari e sono duri appena preparati. Con il
tempo e riposti in scatole di metallo, insieme a una mela che toglie l’umidità,
si ammorbidiscono. Era quasi una gara quella che facevano le sudtirolesi nel
periodo di Avvento; si preparavano biscotti alla cannella e chiodi di
garofano, al miele e alle noci, al cocco grattugiato e mirtilli rossi cotti
sopra ostie di farina di riso; i cornetti alla vaniglia, con le nocciole,
con il cioccolato, gli
«Spitzbuben» (mascalzoncelli) con doppio strato di pasta unito da
marmellata, fatta in casa,
naturalmente.
Da non dimenticare il “Zelten”
che è un dolce tipico tirolese, ricco di frutta secca e come base ha la
pasta di farina di segale. Per ornare l’albero di Natale tradizionale
tirolese si preparavano dei biscotti a forma di angeli, di cuori, di pupazzo
di neve, di stelle comete, di bambini, di animali, di ciambelline con
nocciole e mandorle come ornamento.
Ricordo che anche la mia mamma
preparava biscotti per giornate intere. Oltre che per addobbare l’albero,
servivano per offrire agli ospiti che venivano a porgere gli auguri, ai
bambini vicini di casa, agli amici. Diventava così una specie di scambio e
di assaggio, per dare poi un voto a quella che era più brava, oltre che come
dono augurale. Erano molto belli questi biscotti oltre che buoni; erano
decorati in vari modi: con glasse multicolori per contornare le figure, on i
confettini colorati per riempire il vestito di babbo Natale, con pinoli e
mandorle pelate per ornare il bordo delle figure o i pinoli che formavano
come un pizzo sull’abito delle bambine. I confettini argentati si
adoperavano per riempire le stelle comete e gli angeli, le nocciole per
decorare i biscotti a forma di alberi, e qui la fantasia di ognuno vada
libera a pensare a quali e quanti biscotti ornamentali si potevano
confezionare per mettere sull’albero di Natale. Ricordo che, insieme ai
biscotti, sull’abete ci andavano anche le meline rosse e gialle, tutte dello
stesso calibro, per chissà quale motivo (ordine e precisione?). Anche le
stelle ci metteva mia madre, preparate con steli di paglia e corda
argentata. Sui rami, fili d’argento che sembravano ghiaccioli, candeline
rosse e «spruzzastelle» (a rischio di bruciare la casa) completavano il
capolavoro. Un mese di fermento, per tutti, ripagati dalla felicità del
Natale che arrivava con le note di «Stille Nacht, Heilige Nacht», con il
profumo di incenso sparso dalla mamma in ogni stanza, come segno augurale,
con il profumo di resina che emanava l’imponente albero, portato dal bosco
del nonno.
Purtroppo
tutto questo, pian piano, va finendo. Le nuove generazioni non vogliono più
perdere tempo: i biscotti si vanno a comperare dal pasticcere, sono poche le
donne che preparano ancora i prelibati biscotti in casa. Le meline rosse e
gialle vengono sostituite da palle di plastica fatte in Cina, l’albero è
meglio se è finto così non perde gli aghi all’Epifania e non ha bisogno di
acqua, alle candeline si preferiscono fili con lampadine colorate con luce
intermittente. A casa mia c’è ancora l’abete argentato, tagliato nel bosco
di un cugino (è una doppia punta, quindi non rovino il bosco!), le palle
decorate, le candeline da accendere, gli spruzzastelle che rendono magico
l’albero, gli “eisslametta” che sono fili argentati che danno l’illusione di
ghiaccioli sull’ albero. Preparo ancora in casa i biscottini di varie sorti,
che confeziono per circa due settimane e poi conservo come mi ha insegnato
mia madre.
Con queste immagini piene di
sapori e profumi vi saluto cordialmente,
Maria Luisa Sotgiu
La
storia dei Lebkuchen
I
Lebkuchen sono i biscotti tipici di Natale dei Pesi Tedeschi, infatti sono
nati in Germania e poi sono stati portati qui. Si inizia già nella prima
settimana dell'Avvento a prepararli perchè il miele che ci va in abbondanza
fa diventare dura la loro pasta e allora non sono così buoni. Bisogna
metterli in scatole di metallo, apposite per i biscotti e dentro, la nonna
mi ha insegnato il trucco, si mette una mela intera che dà loro un profumo
particolare.
Da noi
vanno moltissimo questi dolci anche perché la loro pasta si adatta
facilmente a tutte le forme che si vogliono ottenere: pupazzi di neve,
bambini e angeli, stelle comete o stelle senza coda da mettere sull’albero,
in particolare per chi ha bambini in casa.
Tra le tante attrazioni del
mercatino di Natale di "Christkindel" cioè del Bambino Gesù, dei nostri
centri più importanti della provincia, un posto particolare meritano i
famosi Lebkuchen.
Raramente la storia di un
dolce affonda le sue radici così lontano nel passato. Già gli antichi
conoscevano i dolci al miele cotti al forno. 50 anni fa degli scavi
archeologici in Mesopotamia portarono alla luce i più antichi stampi
conosciuti, risalenti al 2000 a.C. Le similitudini con i Lebkuchen sono
evidenti.
E' noto, inoltre, che gli
antichi conoscessero già le qualità curative del miele e delle spezie. Gli
antichi Egizi auspicavano di portarsi i dolci al miele nell'aldilà, come
testimoniano i ritrovamenti fatti nelle tombe faraoniche.
Nell'antica Grecia questi
dolcetti accompagnavano gli uomini in ogni momento della vita: venivano dati
ai soldati in battaglia, ai marinai, come dono agli dèi…
Dai dolci al miele dell'era
precristana derivano i Lebkuchen in Germania, le cui tracce risalgono all'XI
/ XIII secolo.
Nei documenti in lingua
tedesca la parola "pheforceltum" (Pfefferkuchen = dolci al pepe) si ritrova
in alcuni documenti dell'XI secolo. Al 1223 risale la prima corporazione dei
pasticceri dei Lebkuchen nella Slesia. In un antico libro del 1409 viene
citata per la prima volta la parola "Lebkuchen".
L'esatta origine rimane ancora
un mistero. Una spiegazione riporta la sillaba "Leb" alla parola "Laib"
(dolce con la forma di). E' anche possibile l'origine da "Labeskuchen",
derivazione da "Lebenskuchen" ( = dolci della vita). Secondo il vocabolario
di Grimm il nome deriva dalla parola latina "libum" ( = schiacciata,
focaccia).
Questa è l'origine più
accreditata. Certo è che Norimberga aveva tutti i presupposti per affermarsi
come patria dei Lebkuchen. La ricchezza dei boschi intorno alla città
permetteva abbondanza di miele, ingrediente fondamentale per l'impasto,
mentre la favorevole posizione della città lungo la via degli scambi
commerciali consentiva una grande disponibilità delle spezie (cannella,
pepe, zenzero, ecc.)
Non va dimenticato che un
Lebkuchen senza spezie non è immaginabile! Il 1487 segna un anno
particolarmente importante per i Lebkuchen di Norimberga. In occasione della
dieta imperiale l'imperatore Federico III invitò i bambini al castello.
Quel giorno più di 4000
piccoli abitanti di Norimberga ricevettero un dolcetto a testa, raffigurante
l'effigie dell'imperatore. Purtroppo non sappiamo se l'immagine fosse un
prodotto di stampa (Gutenberg a Magonza stampava già dal 1440 e Koberger a
Norimberga dal 1480) o se i dolcetti fossero stati prodotti con uno stampo
da forno.
Di sicuro dal quel giorno
esiste un tipo di Lebkuchen chiamato "Kaiserlein" che significa “piccolo
imperatore”.
LA RICETTA DEI LEBKUCHEN
Ingredienti: 250 g di
zucchero, 6 tuorli, 500 g di miele, 500 g di farina bianca, 500 g di farina
di segale, 10 g di cannella in polvere, 10 g di "Nelken", che è la polvere
di chiodi di garofano, la scorza grattugiata di 1 limone, 30 g di
bicarbonato di sodio.
Per guarnire: 100 g di
mandorle sbucciate, 30 g di pinoli, confettini colorati, alcuni frutti
canditi, 1 albume.
Sbattete a bagnomaria le uova
con lo zucchero. Quando saranno ben montate aggiungete il miele riscaldato,
le farine mescolate, le spezie e il bicarbonato.
Lavorate bene il composto e
lasciatelo riposare per una notte in un luogo caldo.
Il giorno seguente stendete la
pasta sulla spianatoia infarinata in una sfoglia spessa 1/2 cm, tagliatela
a rettangoli o a quadrati o con le formine apposite (preparo le figure dei
pupazzi di neve o degli angeli su carta consistente e poi ritaglio la pasta,
seguendo i contorni della figura con una rotellina per la pasta).
Spennellateli con l'albume
frullato e guarniteli con i confettini colorati, le mandorle, i pinoli o i
canditi, seguendo la fantasia.
Mettete i biscotti su una
placca da forno con un foglio di carta da forno e cuoceteli a 200° C, per 12
- 15 minuti, fino a quando saranno ben dorati.
Lasciateli raffreddare e
conservateli fino a Natale in scatole di latta.
LA CORONA DELL'AVVENTO |