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Klöckeln

Cari amici di Gerenzano Forum,

nelle quattro settimane che precedono il Natale è ancora viva in tutto l’Alto Adige , l’antica consuetudine di celebrare l’Avvento. E’ soprattutto nelle valli, ai piedi delle cime innevate, che si tramanda immutata la tradizione rurale di dedicare questi giorni ai preparativi natalizi, in un’atmosfera raccolta e ricca di calore.

Vi ho già raccontato della Corona dell’Avvento e della sua simbologia; vi ho spiegato chi sono i “Krampus”, che alla sfilata dell’ 8 dicembre erano in 500, con campanacci sulla schiena che al movimento della persona emanavano un suono fortissimo, ma non squillante….sordo direi, da campana fessa. Ogni tanto , mentre i “Krampus” sfilavano, si sollevava una fiammata e si diffondeva tutt'intorno  molto fumo. Erano maschere così brutte che sembravano diavoli veri, in mano avevano fruste che facevano schioccare vicino alla gente, che era accorsa da tutta la valle per partecipare alla festa dei diavoli, che anticamente significavano fertilità: l’inferno per due ore sotto casa avevo!!

Tradizioni che ci riportano indietro nel tempo, quando sogni, magia, favole e antiche saghe allietavano il cuore e rilassavano lo spirito.

Tra tutte le diverse festività del periodo di attesa del Natale, ci sono anche “ i giovedì dei "Klöckeln" in cui un gruppo di uomini e ragazzi ben mascherati da maschere fantasiose, fatte a mano in stoffe grossolane, pelli di pecora non pettinata e altri materiali naturali, vestiti con costumi contadini solitamente consunti e laceri, che portano ai piedi i tradizionali zoccoli di legno e cuoio duro e che hanno la testa sempre ricoperta da un cappello  di feltro a larga tesa .

Nel tardo pomeriggio dei giovedì di festa , nelle settimane d’Avvento, si iniziano ad incontrare i primi gruppi formati per lo più da ragazzi, mentre  dopo le 19 il rumore tra le strade del paese si fa sempre più forte ed iniziano ad apparire i gruppi più numerosi e caratteristici degli adulti.

 I “Klöckelr” portano con sé oggetti vari di origine contadina e campanacci di diverse dimensioni, corna di caprone e lunghi bastoni: tutti strumenti che devono servire a fare più rumore possibile, il loro nome deriva infatti da “klopfen” (battere) e “Glocke (campana).

Questo antico rituale di origine pagano-germanica ha lo scopo di propiziare la fertilità e il benessere dei campi e delle case; esso rappresenta la lotta tra gli spiriti del male e il dio Donar, che proprio nei giovedì prima del solstizio d’inverno si alzava nell’aria su di un cocchio trainato da due caproni.

I “Klöckelr” si intrattengono davanti a ogni casa e con il rumore e i suoni di ogni tipo provvedono a scacciare gli spiriti maligni; vengono poi intonati due antichissimi canti e formato un cerchio di benedizione (ricordate la corona dell’Avvento) che porterà in quella casa fertilità e benessere. I padroni di casa, poi, compensano solitamente la loro opera con un’offerta che una volta consisteva in salsicce, Speck ed altri cibi contadini, e che oggi è rappresentata da denaro.

Spesso questi gruppi girano di maso in maso (case contadine , metà in muratura per l’abitazione e metà in legno per la stalla), lontano dai centri abitati; alla fine del loro giro, senza maschere si fermano a festeggiare nella “Stube” (stanza di soggiorno dei contadini, tutta in legno e con una grande stufa di maiolica) di un maso, dove mangiano “Sauerkraut e Knödel” ,(canederli e crauti acidi), accompagnati da vari tipi di carne di maiale, vino novello e dove , alla fine, ballano e cantano fino a notte inoltrata.

Cari saluti e auguri,

Maria Luisa Sotgiu

 

     I DOLCETTI DELL'AVVENTO

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