indice | chi siamo | scriveteci | sondaggi | immagini | storie |associazioni | links | rassegna stampa | cronaca| politica

 

 


 

 

 GerenzanoForum
Via Fagnani 38
21040

Gerenzano (VA)
 
E-mail:

postmaster @gerenzanoforum.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ricordi di Natale 

Il Natale della mia infanzia è per me indissolubilmente legato ai “  cappelletti” e ai rituali che ne accompagnavano la preparazione.  Il giorno della vigilia, al mattino, mia madre cuoceva la carne necessaria per il ripieno, poi la lasciava freddare in attesa della macinatura. In casa  il buon odore solleticava le nostre narici e la tentazione di assaggiare il sughetto di cottura era grande: ma era giorno di vigilia, quindi rigorosamente di “magro”!

Nel primo pomeriggio arrivavano mia nonna Rosa e zia Annina: il pomeriggio più emozionante dell’anno stava per iniziare! Ciascuna delle donne di casa (grandicella, sarebbe toccato anche a me) indossava “ ‘a  parannanza “(grembiule da cucina), rigorosamente bianca perché usata solo per preparare il cibo e si cominciava.

 Mamma  macinava a mano (con la “macchinetta” montata e fissata al tavolo da mio padre) la carne cotta , vi aggiungeva una bella fetta spessa di mortadella e di prosciutto crudo di casa , parmigiano grattugiato e uova per legare e impastava il tutto, lasciando a mia zia il compito di saggiare la consistenza del ripieno:<<Mi raccomando, piuttosto morbido se no indurisce troppo con la cottura!>>. Nonna preparava la pasta: i suoi gesti erano lenti, ampi, calmi. Ne uscivano sfoglie grandi e rotonde, spesse al punto giusto in ogni loro parte, trasparenti in controluce: io invidiavo questa abilità e disperavo di poter mai fare altrettanto. Zia, grande ed esigentissima cuoca , a tempo debito cominciava a confezionare i cappelletti: un bicchierino da liquore le serviva per tagliare la pasta in tanti piccoli cerchi, nel cui centro  io e mia sorella appoggiavamo una pallina di impasto.Poi lei, aiutata da mamma, con sapienti e precisi gesti sovrapponeva i lembi della pasta chiudendoli a forma di “cappelli del prete”,come quelli che i sacerdoti usavano tempo fa. Ogni cappelletto era pressoché identico all’altro!

Man mano che venivano preparati, mamma li appoggiava su lunghe assi di legno (quelle che mio zio fornaio usava per riporvi le pagnotte di pane da lievitare), ricoperte di panni bianchi, tutti bene in fila perché dovevano essere contati: un tot a testa, qualcuno in più per gli uomini e guai se alla conta finale ne mancava anche solo uno! Noi bambini guardavamo con bramosia quel cibo splendido e ricco, che si preparava solo per Natale e in qualche altra rara occasione: la volta in cui cedetti alla tentazione e ne mangiai di nascosto uno, così, crudo, mi sentii in colpa per tanto tempo (avevo mangiato carne nel giorno di vigilia!) e alla prima occasione mi confessai.

La mattina del giorno di Natale mamma preparava il brodo per cuocere i cappelletti: cappone e un pezzetto di manzo con qualche ossetto, “che dà più sapore”.

Noi bambini aspettavamo scalpitando che arrivasse il momento di sedersi a tavola. Ci sarebbero stati tutti: zii, cugini e nonni. La nostra casa aveva una grande cucina che poteva accoglierci tutti: al completo eravamo in 19 e sopra tutti c’era nonno Peppe.Era un omone di due metri di altezza per non so quanti chili di peso e da vero “vergaro”(in Lombardia si dice “regiuu” ) faceva gli onori di casa e sovrintendeva alla distribuzione del cibo, anche se nonna - sua moglie – ne contestava l’autorità amministrando di fatto tutte le operazioni.

Con il tempo le cose sono cambiate: i miei nonni non ci sono più, ognuno di noi ragazzi è ormai grande e con una propria famiglia e risulta difficile ritrovarsi tutti come quando eravamo piccoli.

I cappelletti si possono mangiare anche ogni giorno e c’è un certo <<signor R…>> che nei suoi stabilimenti ne confeziona di ottimi, lo dice anche mamma. Ma vuoi mettere  il lento trascorrere del tempo e le chiacchiere di donne che accompagnavano la preparazione di quelli “fatti in casa”?

Buon Natale a tutti

 Rosanna Tomassetti

     I DOLCETTI DELL'AVVENTO

     LA CORONA DELL'AVVENTO

     AVVENTO

Torna a Poesie