Esistono treni invisibili,
che aleggiano sospesi nell'aria,
treni carichi di parole confuse
che si mischiano a volti sconosciuti,
persone che non rivedi pił.
Esistono treni illogici,
che non sai mai che destinazione abbiano,
treni svuotati dagli arrivi
di azioni in successione rapida,
gente smarrita, vagante.
Esistono treni colorati,
quelli che portano gli amori,
treni dipinti di tonalitą distratte,
sfumature dolci, nette.
Esistono treni interminabili,
che non hanno una fine in lontananza,
treni che non arrivano mai,
che ti riportano indietro.
Esistono treni che odi,
che potresti odiare con tutto te stesso,
treni squallidi di sporco e lacrime,
in un grigiore che fa da sfondo.
Esistono treni che adori,
che finalmente non portano ritardo,
treni in anticipo di gioie
e di semplici sorrisi.
Esistono treni dimenticati,
che non lasciano mai quel binario,
treni isolati dalla fretta del tempo,
dal rumore delle lancette dall'alto
di un orologio bastardo.
Esistono treni visibili,
quelli che ti porti dentro,
che non ti abbandonano mai
quando arriva l'addio.
Esistono treni testardi,
che cambiano meta dal nulla,
treni in direzioni che vorresti mutare,
inattesi cambi di binario.
Esistono treni distanti,
treni che non ci appartengono,
che tolgono il fiato quando ci lasciano,
treni invulnerabili.
Treni,
treni che vanno e che vengono,
su rotaie a volte troppo vecchie,
a volte troppo nuove.
Treni,
treni costanti,
nell'attesa di essere messi via,
come fossero modellini giocattolo
di un'esperienza unica,
di un folle viaggiare.