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Energia: consumeremo sempre più petrolio
Cari Italians,
ben il 93% dell'energia consumata oggi è di origine fossile: petrolio (39%), carbone (24%), metano (23%) e uranio (6%), solo il rimanente 7% è di tipo "rinnovabile", idroelettrico, geotermico, solare, rifiuti. Si prevede che il consumo di energia nel mondo fra 20 anni
sarà 2 volte quello odierno (dati forniti dal DOE, Deparment of Energy americano) e purtroppo la tecnologia non è in grado, a breve e medio termine, di fornire alternative economicamente credibili all'energia fossile.
Nei prossimi anni si consumerà sempre più petrolio e metano. Questi dati sono inconfutabili e mettono a nudo la nostra fragilità. Circa il 70% delle riserve
di petrolio conosciute si trovano nei Paesi del Golfo Persico (Arabia Saudita, Iraq, Iran, Emirati Arabi). Tutti i grandi giacimenti del mondo sono in una fase matura, se non senile e gli unici due Paesi rimasti con giacimenti di idrocarburi quasi vergini e con un
grande potenziale esplorativo sono l'Iraq e l'Iran.
Il consumo energetico invece è concentrato nei paesi industrializzati. Giornalmente ogni americano o canadese consuma circa 12 litri di petrolio, gli altri
abitanti dei paesi industrializzati 6 litri, il resto del mondo 1 litro. Questi due fattori, abbondanza di petrolio in Medio Oriente e consumo concentrato nei Paesi industrializzati, ne creano una stretta interdipendenza. Ad esempio gli Stati uniti d'America importano
ben il 95% del petrolio mentre l'Iran ne esporta più del 70%.
La lotta tra chi vuole la stabilità politica dei paesi fornitori di energia e chi vorrebbe destabilizzare l'area medio-orientale per controllare la materia
prima più importante dell'inizio del terzo millennio si inserisce in questo scenario energetico estremamente fragile e squilibrato. Fino a quando non si coinvolgeranno totalmente i paesi produttori aiutandoli a sviluppare la loro industria nazionale ("la via italiana"
tracciata qualche anno fa da Mattei), si troveranno fonti energetiche credibilmente alternative e si ridisegnerà un nuovo modello di sviluppo sostenibile, purtroppo la situazione normale sarà l'instabilità. Cordiali saluti.
Pier Angelo Gianni, gianni_pa@yahoo.com
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